Brexit, Coldiretti: meglio ritardare il divorzio, a rischio 3,4 miliardi di export

Per la Confederazione un No Deal deve “essere assolutamente evitato perché metterebbe in difficoltà interi comparti dell'agroalimentare italiano”

''Lo scenario di una Brexit che si concluda senza un accordo deve essere assolutamente evitato considerato che metterebbe in difficoltà interi comparti del settore agroalimentare italiano che oggi esportano nel Regno Unito prodotti per un valore di 3,4 miliardi di euro all'anno. Per questo motivo è opportuno concedere al Regno Unito un'estensione della proroga più lunga e flessibile rispetto alla scadenza di fine giugno''.

Lo afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini, in una lettera al premier Giuseppe Conte in occasione del vertice Ue a Bruxelles che deve valutare il possibile allungamento dei tempi per un'uscita ordinata della Gran Bretagna dall'Unione europea. ''Il processo di ratifica difficilmente potrà avere un esito positivo se dovrà essere completato entro la fine di giugno'' sostiene il presidente di Coldiretti favorevole invece a una proroga più ampia ''che non metta in discussione l'accordo di recesso e che non sia superiore al tempo necessario per le importanti decisioni che dovranno essere prese all'unanimità su alcuni dossier chiave europei''.

La concessione di scadenze più lunghe per la Brexit - conclude il presidente della Coldiretti - costituisce ''una maggiore garanzia del rispetto degli obblighi del Regno Unito in materia di contribuzione al bilancio dell'Ue, sino alla fine dell'attuale programmazione finanziaria, salvaguardando il mantenimento delle risorse per le politiche essenziali per il nostro Paese, prima fra tutte la Politica Agricola Comune''.

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