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Domenica, 5 Febbraio 2023
Prezzi senza pesticidi

Prezzi alimentari alle stelle, ma si salvano (alcuni) prodotti bio. Ecco perché

Secondo uno studio tedesco i rincari sui cibi da agricoltura biologica sono stati inferiori rispetto a quelli sui prodotti convenzionali. Inflazione ridotta su burro, carote e mele

Biologico (quasi) salvo dall'inflazione. In un quadro di prezzi alimentari raddoppiati o triplicati, con famiglie in gravi difficoltà economiche e costrette a molteplici rinunce, una notizia positiva c'è: diversi prodotti da agricoltura biologica nell'ultimo anno circa sono risultati meno cari rispetto a quelli convenzionali. I motivi sono vari ed emergono da uno studio tedesco, che ha confrontato i prezzi degli alimenti di base bio con quelli convenzionali nel periodo tra l'autunno 2021 e il 2022. Molti i cibi risparmiati dai rincari o che hanno subito incrementi contenuti, ma non tutti gli alimenti si sono salvati.

Prezzi stabili

In generale i prodotti bio sono rimasti più stabili nei prezzi. Burro, carote e uova coltivati senza pesticidi sono sì aumentati, ma in maniera inferiore rispetto ai prodotti convenzionali. Esemplare è il caso del burro. Mentre quello convenzionale è aumentato di prezzo di quasi il 60% rispetto al 2021, la versione bio è aumentata "solo" del 35% nei discount e del 29% nei supermercati. Situazione ancora migliore nei piccoli alimentari e supermercati specializzati in alimenti naturali, dove l'incremento in media si è fermato al 19%. Dati simili sono stati riscontrati per carote, mele e uova. Le carote biologiche sono rimaste quasi stabili (+2%) nel commercio specializzato mentre quelle convenzionali subivano rincari del 20%. 

Passaggi ridotti

Ad influire su questo trend positivo è stato lo sfruttamento di catene commerciali brevi, basate su connessioni a livello regionale e, soprattutto, il mancato utilizzo di fertilizzanti sintetici nel settore. Con lo scoppio della guerra in Ucraina queste sostanze, importate dai Paesi europei e provenienti in gran parte da Russia e Bielorussia, hanno raggiunto picchi dei costi, diventando uno degli input agricoli più cari. "Il biologico agisce da freno all'inflazione", ha affermato afferma Tina Andres dell'Assocazione tedesca di cibo biologico (Bölw) commentando lo studio. In un comunicato stampa l'organizzazione ha anche inviato un messaggio diretto a Cem Özdemir, ministro dell'Agricoltura tedesco, di ridurre l'Iva sugli alimenti biologici. Nei giorni scorsi il politico in quota Verdi si era detto favorevole ad un azzeramento dell'imposta sui prodotti ortofrutticoli, sia per ragioni economiche che per aiutare i suoi concittadini a migliorare le loro diete, troppo ricche di carne.

Eccezioni

Non tutti i prodotti biologici sono però sfuggiti a quella che il direttore della Fao aveva definito la "tempesta perfetta" del settore alimentare. Secondo l'analisi, i discount tedeschi hanno aumentato allo stesso modo i prezzi del latte convenzionale e di quello bio. Quest'ultimo nei normali supermercati è diventato ancora più costoso. Solo nei negozi specializzati i supplementi di costo sono rimasti contenuti. L'indagine rivela che un altro motivo alla base di rincari inferiori nel bio deriva da contratti di fornitura di solito più lunghi. Questo ha garantito una maggiore stabilità per periodi duraturi. Si tratterà di capire se, al momento del rinnovo degli accordi, l'inflazione piomberà semplicemente in ritardo sugli alimenti finora risparmiati.

Piccoli negozianti in crisi

Nonostante la stabilità di cui abbiamo parlato, i consumatori tedeschi hanno comunque deciso di rinunciare a determinati acquisti, nonostante siano in Europa tra i più legati ai prodotti biologici e grandi importatori anche di alimenti italiani. Ad incidere nelle scelte quotidiane di acquisto non sono solo i prezzi dei singoli prodotti ma anche il livello generale del costo della vita e la relativa percezione. La perdita di potere di acquisto ha quindi inciso anche sui clienti abituali dei negozi specializzati bio, reputati troppo costosi. Questi in un anno hanno subito una riduzione delle vendite pari al 9,4%, mentre i negozi i negozi di alimenti naturali hanno subito una flessione in negativo di quasi il 34%. A beneficiarne sono stati supermercati e discount capaci di offrire prodotti biologici a marchio proprio. Un "tradimento" che potrebbe causare la chiusure di tante di quelle piccole attività che per anni hanno rappresentato l'avanguardia in questo settore.

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