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"Il cibo bio fa bene alla salute? Sì, ma meglio se a km zero"

A sostenerlo è il Report YouFarmer bio&Salute 2019: "La conservazione a temperature di +4 gradi per lungo tempo degrada i fitonutrienti presenti nelle verdure e importanti vitamine idrosolubili, come la vitamina C"

Che il cibo biologico sia più salutare dei prodotti non bio sembra ormai assodato dalla comunità scientifica. Ma per coglierne appieno i benefici serve un'altra caratteristica: essere acquistato e consumato a km zero. A sostenerlo è il Report YouFarmer bio&Salute 2019.

Dallo studio, nato dalla collaborazione tra la piattaforma di co-farming YouFarmer e l'Istituto Ricerche Applicate di Usmate Velate (Monza e Brianza), emerge che i prodotti da agricoltura biologica apportano benefici nutrizionali superiori a favore della salute cardiovascolare e prevenzione del cancro se provenienti da orti biologici a km0.

 "La conservazione a temperature di +4 gradi per lungo tempo degrada - spiega infatti una nota - i fitonutrienti presenti nelle verdure e importanti vitamine idrosolubili, come la vitamina C, alleata indiscutibile della nostra salute". I ricercatori spiegano inoltre nel dettaglio che "le colture bio contengono in media un contenuto più elevato delle sostanze nutritive principali, rispetto alle colture convenzionali. Ad esempio, il contenuto di vitamina C di un frutto o di un ortaggio biologico è il 27% in più, in media, di prodotto coltivato impiegando fertilizzanti e pesticidi". Infine si suppone che se consumati tutti e cinque gli ortaggi più studiati, in una dieta bio si consumano 89.2 mg di vitamina C contro i 67.9 mg di una dieta convenzionale. Y39-LOG 16-APR-19 10:45 NNN
 

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