Pac, i coltivatori diretti: più soldi alle piccole aziende e stop ai super-contributi europei oltre i 60mila euro

L’organizzazione Via Campesina traccia le sue linee guida per il futuro della Politica agricola comune. Richiesto intervento per garantire prezzi giusti e salari dignitosi

ANSA/TONINO DI MARCO

Continua il dibattito sulla riforma della Politica agricola comune (PAC) che oggi rappresenta oltre un terzo del bilancio totale dell’Unione europea. L’unico punto certo è che la coperta sarà più corta ( https://europa.today.it/attualita/futuro-bilancio-ue-bruxelles-conferma-con-brexit-tagli-ad-agricoltura-e-regioni.html ), con un taglio che ridurrà l’utilizzo di fondi europei in agricoltura dal 37,8% delle spese Ue per il periodo 2014-2020 a un probabile 28,5% per il dopo-2020. Gestire meglio le risorse per non danneggiare le piccole aziende diventa dunque la priorità per le organizzazioni, come l'organizzazione internazionale Via Campesina, che rappresentano i coltivatori diretti.

Le proposte

Via Campesina ha presentato la sua proposta per la PAC 2021-2027 chiedendo una serie di modifiche alla bozza della Commissione europea presentata tre mesi fa, volte a tutelare meglio i produttori dai meccanismi della grande distribuzione che spesso comportano prezzi d’acquisto insostenibili per gli agricoltori. Le richieste sono volte a bilanciare meglio il mercato agroalimentare per garantire tariffe che rispettino i costi di produzione e a porre dei vincoli di rispetto ambientale e di condizioni lavorative per le aziende che ricevono contributi dalla Ue.

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Contributi massimi 

Un’importante sforbiciata sarebbe necessaria, secondo Via Campesina, per tutti i contributi che vanno a finire nelle tasche delle grandi aziende. Con la proposta della Commissione, i pagamenti diretti verranno limitati a un massimo di 100mila euro. Nella proposta dell’organizzazione, il tetto massimo scenderebbe a 60mila euro, dando un carattere maggiormente redistributivo ai pagamenti diretti della PAC.  “Questo nuovo modello agricolo deve essere sostenibile, capace di promuovere l’economia rurale e di assicurare salari dignitosi per i coltivatori” precisa la nota dell’organizzazione, che nei prossimi mesi promuoverà le sue proposte tra i vari gruppi parlamentari europei, sperando di influenzare la riforma della PAC. 

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