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Ansa Fabio Murru

Ansa Fabio Murru

Confagricoltura: ecco come superale la crisi dei pastori sardi in 5 mosse

La Confederazione chiede forme di ristoro per gli allevatori colpiti dalla crisi e incentivi per migliorare quantità e qualità

Se si vuole superare la crisi del latte che ha scatenato le proteste dei pastori sardi si devono prendere diversi provvedimenti. Tra questi prevedere forme di ristoro immediato per gli allevatori colpiti dalla crisi e introdurre un incentivo per ettaro per migliorare la quantità e la qualità della produzione di proteine vegetali valorizzando erbai, prati e prati-pascoli.

La giunta della Confagricoltura propone cinque mosse per salvaguardare la filiera dell'allevamento ovino a partire dalla rilevante componente sarda. L'attivazione di ogni strumento di politica agricola nazionale e/o comunitaria per alleggerire il mercato dal surplus di prodotto è un'altra delle proposte, accanto a quella di rivisitare la modalità di programmazione delle produzioni a denominazione di origine e a migliorare le relazioni contrattuali e, se ricorrono gli estremi, applicare la normativa nazionale sulle pratiche sleali (Legge n. 1/2012). L'allevamento ovino è un comparto che interessa oltre 50mila allevamenti per oltre 7 milioni di capi e in Sardegna si concentrano il 25% degli allevamenti e oltre la metà dei capi. La crisi dell'export dello scorso anno, infine, secondo l'organizzazione, deve indurre a riposizionare le strategie di promozione all'export incentivando maggiormente le azioni indirizzate a favorire le esportazioni di formaggio pecorino.

"Queste proposte - conclude Confagri - vanno discusse al più presto all'interno del Tavolo di Filiera che deve vedere la partecipazione di tutte le componenti, al fine di un completo coinvolgimento e di una reale condivisione delle strategie sugli obiettivi e sugli strumenti da adottare per una nuova politica a favore del comparto".

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