L’Ue pronta a eliminare i ‘dazi zero’ sul riso di Cambogia e Myanmar

La Commissione chiede miglioramenti "chiari ed evidenti" sul terreno dei diritti umani. Confagricoltura: "Da troppo tempo che i produttori italiani ed europei sono sottoposti ad una condizione di concorrenza sleale"

Piantagione di riso in Myanmar - foto Ansa EPA/HEIN HTET

L’Unione europea e’ pronta a sospendere i regimi commerciali preferenziali con Myanmar e Cambogia in seguito al deterioramento dei diritti umani nei due Paesi. Questo sviluppo potrebbe portare alla reintroduzione anticipata dei dazi Ue sul riso a dazio zero esportato dai due Paesi verso l'Europa, su cui i risicoltori italiani ed europei avevano già chiesto a Bruxelles di aprire un'indagine. Ora una delegazione Ue volerà in Myanmar per valutare la situazione sul terreno con la "chiara possibilità di un ritiro" Ue dal trattato commerciale preferenziale, scrive la commissaria Ue al Commercio Cecilia Malmstroem sul suo blog, chiarendo che "senza miglioramenti chiari e evidenti sul terreno dei diritti umani si arriverà alla sospensione delle preferenze commerciali di cui attualmente gode" il Paese.

Tutto tranne le armi

Il regime di preferenza commerciale 'tutto tranne le armi' ha consentito infatti a Cambogia e Myanmar di aumentare esponenzialmente le esportazioni di tessuti e riso indica nell'Ue. Questo ha portato lo scorso febbraio i risicoltori italiani ed europei, col sostegno del governo italiano e di altri sette Paesi, a chiedere e ottenere dalla Commissione l'apertura di un'altra indagine, parallela a quella sui diritti umani cui fa riferimento Malmstroem, sull'impatto economico delle importazioni a dazio zero del cereale da Cambogia e Myanmar . Il risultato di questa seconda indagine è atteso per marzo 2019.

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Confagricoltura: si chiuda presto l'indagine

Il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, ha chiesto che l’indagine venga “chiusa il più rapidamente possibile”, perché “e’ da troppo tempo che i risicoltori italiani ed europei sono sottoposti ad una condizione di concorrenza sleale". "Siamo favorevoli alla libera competizione sui mercati aperti ma alcune regole fondamentali devono valere per tutti. Non possono arrivare sul mercato dell'Unione prodotti ottenuti con requisiti inferiori a quelli stabiliti dall'Ue in termini di sicurezza alimentare, tutela del lavoro e protezione delle risorse naturali", ha aggiunto Giansanti. Confagricoltura ricorda che le importazioni di riso sono salite progressivamente dal 2009: la Cambogia è diventata il primo Paese esportatore verso il mercato europeo. E l'import di riso da Myanmar ha fatto registrare un aumento di oltre il 60% a luglio di quest'anno rispetto allo stesso mese del 2017. "In queste condizioni - ha sottolineato il presidente di Confagricoltura - è partito inevitabilmente un processo di forte riduzione dei prezzi sul nostro mercato che mette a rischio la continuità produttiva delle imprese. Per alcune varietà stiamo già assistendo ad un preoccupante calo degli investimenti".

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