La 'battaglia aerea' tra Usa e Ue mette a rischio l'agroalimentare made in Italy

L'Organizzazione internazionale per il commercio verso l'ok ai dazi minacciati da Trump come ritorsione per gli aiuti concessi da Bruxelles ad Airbus, gigante europeo dell'aeronautica e concorrente principale dell'americana Boeing. Confagri: "Commissione tuteli nostro export"

La sentenza sarà emessa a fine mese, ma ormai il contenuto non è più un mistero; la Wto, l'organizzazione internazionale del commercio, darà con ogni probabilità il disco verde agli Stati Uniti per imporre i dazi sull'import di una serie di prodotti dall'Unione europea. Le tariffe, che secondo la lista stilata da Washington ammontano a un valore di 11 miliardi di dollari, sarebbero giustificate alla luce degli aiuti concessi da Bruxelles al al gruppo aeronautico Airbus. Sussidi che avrebbero danneggiato, in violazione delle regole internazionali sul commercio, l'altro gigante del settore, la statunitense Boeing, già in gravi difficoltà dopo i due incidenti che hanno riguardato la sua nuova linea di aerei.

Nell'elenco dei prodotti a rischio dazi, molti riguardano il settore agroalimentare, dai frutti di mare ad alcuni formaggi, passando per l'olio d'oliva e gli agrumi. “Occorre il massimo impegno per evitare una guerra commerciale che sarebbe fortemente lesiva per l’Italia. Gli Usa sono il primo mercato extraeuropeo per il comparto agroalimentare, con un valore di oltre 4 miliardi di euro”, è l'allarme lanciato dal presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti.

Le premesse perché si eviti questa guerra non sono delle migliori. La proposta dell'Ue per chiudere la controversia su Airbus non ha finora convinto la controparte. Gli Stati Uniti, ha spiegato la commissaria europea al Commercio Cecilia Malmstrom, "non hanno mostrato la volontà di collaborare" e quindi probabilmente colpiranno "abbastanza presto" l'Unione europea con nuovi dazi "anche se al mondo ci sono abbastanza tariffe". Bruxelles segnala, dal canto suo, che anche Boeing avrebbe ricevuto sussidi illegali da Washington e si prepara a una controffensiva con un pacchetto di dazi sui prodotti Usa pari a 20 miliardi di euro, come aeromobili, prodotti chimici e alimenti.

Questa situazione di muro contro muro non piace all'Italia. Innanzitutto, perché i dazi colpirebbero un settore strategico come quello agroalimentare. E in secondo luogo, perché la causa scatenante, ossia gli aiuti Ue ad Airbus, riguardano un consorzio di imprese francesi, tedesche, britanniche e spagnole. In altre parole, il made in Italy verrebbe colpito per una diatriba industriale che non riguarda direttamente asset del Belpaese. 

Ecco perché Giansanti ribadisce che "la via da seguire con assoluta urgenza è quella del dialogo bilaterale”. Sulla stessa linea l'eurodeputata M5s Tiziana Beghin, che chiede all'ormai prossima presidente della Commissione Ursula Von der Leyen di avviare "un dialogo costruttivo con i partner americani per trovare soluzioni bilanciate per un commercio equo e rispettoso di tutti i player economici. La politica dei muscoli e delle ritorsioni danneggia tutti e non conviene a nessuno", conclude. 

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