Dazi Usa, al via la procedura. "A rischio il 50% del cibo italiano esportato"

Dopo l'avvio dell'iter sulle tariffe mirate all'Ue, Washington solleva nuove minacce alla Cina che, secondo la Coldiretti, rischiano di avere conseguenze sul nostro comparto

L'accelerazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump sui dazi alla Cina fa tremare anche l’Unione europea dopo l’avvio ufficiale della procedura per mettere i dazi anche sui prodotti Ue per un importo complessivo di 11 miliardi di dollari. E’ quanto afferma Coldiretti nel sottolineare che alle nuove minacce Usa a Pechino si aggiunge l’inizio dell’indagine da parte del Dipartimento del Commercio Usa sulla proposta di imporre dazi pure sulle importazioni per una lunga lista di prodotti provenienti da Paesi comunitari. Il rischio è che il 50% del cibo italiano esportato negli Usa venga colpito da dazi.

"La procedura – spiega Coldiretti - si concluderà il 28 maggio e prevede l’audizione pubblica delle parti interessate e il successivo invio di considerazioni scritte sulle misure proposte dall’Amministrazione in risposta agli aiuti europei all’Airbus che danneggiano la Boeing. La black list dei prodotti europei da colpire con dazi – continua Coldiretti - comprende anche importanti prodotti agricoli e alimentari di interesse nazionale come i vini tra i quali il Prosecco ed il Marsala, formaggi, ma anche l’olio di oliva, gli agrumi, l’uva, le marmellate, i succhi di frutta, l’acqua e i superalcolici tra gli alimentari e le bevande colpite".

Una scure che, sempre secondo una analisi di Coldiretti, si abbatte sul principale mercato di sbocco dei prodotti agroalimentari made in Italy fuori dai confini comunitari dove nel 2018 si è registrato il record per un valore di 4,2 miliardi (+2%). Se con un valore delle esportazioni di 1,5 miliardi di euro nel 2018 il vino è il prodotto made in Italy più colpito, in pericolo ci sono anche altri prodotti simbolo dell’agroalimentare nazionale a partire dall’olio di oliva con le esportazioni che nel 2018 sono state pari a 436 milioni ma ad essere minacciati sono anche i formaggi italiani che valgono 273 milioni, dal pecorino a parmigiano e grana.

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