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Pratiche sleali in agricoltura, "l'Austria blocca le nuove norme": l'accusa di De Castro

L'eurodeputato del Pd attacca Vienna per la sua posizione nei negoziati tra Parlamento e Stati membri sul testo che introduce maggiori protezioni per i piccoli produttori

"Abbiamo fatto passi avanti, ma non ancora sufficienti, nei negoziati con il Consiglio e la Commissione europea per poter raggiungere un compromesso il più ambizioso possibile sulla direttiva Ue che metterà fine alle pratiche sleali nella catena alimentare in Europa. Di fronte alle resistenze della presidenza austriaca dell'Ue, ho scritto una lettera ai rappresentanti degli Stati membri nel Comitato speciale agricoltura per chiedere il loro sostegno''. Lo annuncia Paolo De Castro, negoziatore per il Parlamento europeo sul provvedimento, al termine del quarto trilogo di trattative sulle nuove norme volte a garantire maggiori protezioni ai piccoli produttori dalle pratiche sleali nella filiera agroalimentare.

"Stiamo ancora combattendo contro i giganti della grande distribuzione che fanno blocco dietro i Paesi del Nord Europa per limitare l'ambito d'applicazione della normativa", ha riconosciuto De Castro, primo vicepresidente della Commissione agricoltura del Parlamento europeo. "Da parte nostra continuiamo comunque le trattative, forti della convinzione che le aziende agricole, agroalimentari e le cooperative, indipendentemente dalla loro dimensione economica, devono essere protette dalle pratiche commerciali sleali. Non capiamo quindi i motivi che portino la Presidenza austriaca a proporre una soglia di compromesso che va troppo poco al di là dei 50 milioni di fatturato proposti dall'Esecutivo, oltre i quali nessun operatore sarebbe più protetto".

"Non possiamo accettare la proposta austriaca e chiediamo - conclude De Castro - di sostenere una posizione ben più ambiziosa, per consentire un accordo politico nell'ultimo trilogo, il 12 dicembre. Altrimenti, saremmo pronti a riaprire i negoziati con la nuova presidenza rumena del Consiglio".

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