Zucchero, il nuovo mega-impianto "etiope-cinese" spaventa l'Italia

Da sola, la produzione del Paese africano rappresenterà un quinto di quella dell'intera Unione europea

Un grande zuccherificio con una capacità produttiva di 8.000-10.000 quintali di zucchero al giorno. E' la raffineria Omo Kuraz III appena inaugurata in Etiopia e realizzata grazie un prestito da 290 milioni di dollari di una banca cinese. Un mega impianto che preoccupa l'Italia e l'Europa, alle prese con il calo dei prezzi dello zucchero.

Secondo l’agenzia di stampa ENA, la nuova raffineria etiope genererà circa 14.500 posti di lavoro e risponderà alla domanda del mercato mondiale di zucchero bianco e greggio e di altri derivati. L’attuazione di questo progetto ha anche permesso la costruzione di diverse infrastrutture dedicate alla salute, all’istruzione e all’approvvigionamento di acqua potabile nella regione. La costruzione di questa nuova raffineria, l’ottava in Etiopia, rientra nella strategia del governo per raggiungere l’obiettivo di 4,9 milioni di tonnellate di zucchero entro il 2020.

Se l'Etiopia cresce, l'Ue fa i conti con una contrazione dei pressi del 26 per cento. E questo nonostante nella campagna 2017-2018, la produzione di zucchero nella Ue abbia raggiunto il livello record di 21,1 milioni di tonnellate. “Senza interventi urgenti, è a rischio la stabilità finanziaria delle imprese agricole e il futuro del settore nell’Unione”, sottolinea il presidente della Confagricoltura, Massimiliano Giansanti. Il problema è che “nonostante il previsto calo della produzione europea – ha sottolineato Giansanti – non sono in vista aumenti dal lato dei prezzi, a causa dell’elevato livello (circa 8 milioni di tonnellate) delle giacenze a livello mondiale”. 

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