Olive verdi vendute per nere: il trucco che inganna i consumatori

Attenzione all’etichetta: se c’è scritto ‘condite’ potrebbe voler dire che sono state trattate. Ecco come e perché

Sta destando scalpore in Francia il documentario realizzato dall’emittente France 5 che mostra i trucchi dell’industria agroalimentare per trasformare le olive verdi in nere e venderle sul mercato.   

L’inchiesta parte dagli studi di  Raphael Haumont, ricercatore in chimica fisica dei materiali della Facoltà di Scienze dell’Università di Orsay. In un video diffuso da France 5, Haumont spiega la tecnica utilizzata per ‘colorare’ le olive verdi. Una premessa di partenza: le olive, verde o nere che siano, provengono tutte dagli stessi alberi: quelle verdi sono più ‘giovani’, ossia sono ancora immature, a differenza di quelle nere. Per ‘scurirsi’ serve del tempo. Ed è proprio per accelerare il processo (e risparmiare denaro) che alcune industrie alimentari hanno pensato bene di ricorrere a uno stratagemma. 

In sostanza, le olive verdi vengono immerse in una soluzione di cloruro di potassio o soda, che in dosi minime sono leciti, ma che sono più comunemente usati per i detersivi. Il passaggio successivo serve a disidratare il frutto e lo si fa immergendolo in una salamoia molto salata. Infine, il colore: le olive vengono trattate con il gluconato ferroso, che agisce come una tintura. E cosi’, nel giro di pochi giorni, ecco che le olive verdi diventano nere e vendute come fossero naturali.

Questo trattamento è lecito, chiarisce l’emittente. Per riconoscere le false olive nere senza ricorrere a strumenti chimici bisogna fare ricorso alle etichette: negli ingredienti dei barattoli, infatti, vengono citate le sostanze utilizzate per il trattamento. E le olive sono indicate come ‘nere condite’.  

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