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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
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La fava resta il prodotto tipico della festa dei lavoratori, ma cala il consumo

Nel 1961 gli italiani ne mangiavano in media 7,7 chili l'anno ciascuno, ora solo 1,3

È tradizione in diverse parti d'Italia festeggiare il primo maggio mettendo a tavola uno dei legumi tipici di questa stagione, la fava, accompagnata magari da pecorino, vino bianco e ad altri prodotti di stagione come gli asparagi. I consumi pro capite di questo prodotto sono però in calo in Italia rispetto ai decenni passati, passando dai 7,7 Kg del 1961 si è passati a 1,3 Kg del 2016.

A rilasciare il dato è la Cia Agricoltori italiani secondo cui oggi le fave sono coltivate in Italia su una superficie di 7.985 ettari (7.553 nel 2017) con una produzione raccolta di 465.299 quintali (453.042 nel 2017), aveva un prezzo a Pasqua, secondo la dinamica dei listini all'ingrosso intorno ai 2 euro al chilo /kg- 2,50 euro/kg a causa, spiegano gli esperti, dell'anticipo climatico di un mese della primavera sulla stagione agricola. Oggi oscilla intorno a 1,50 euro/kg "ma dopo il primo maggio - sostengono gli agronomi della "Borsa della Spesa"- il prezzo crollerà a picco". Buona resta la qualità. "Non c'è pericolo di scadimenti qualitativi o di deperimenti della freschezza delle fave in via di consumo a Roma e nel Lazio nella festa del primo maggio", dicono dal Car, il Centro agroalimentare di Roma.

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