Filiera Italia esulta: “Sventato nuovo tentativo su semafori alimentari”

Un organismo della Fao ha bocciato le norme che ne chiedevano l'introduzione a livello internazionale

Il 45esimo Comitato del Codex Alimentarius, organismo che fa capo alla Fao e all'Oms, ha bocciato le nuove norme sulle etichettature nutrizionali a semaforo. Secondo Luigi Scordamaglia, numero uno di Filiera Italia, grazie a questa bocciatura è stato "sventato un nuovo tentativo di mettere all'angolo il nostro agroalimentare". Le norme se approvate avrebbero richiesto l'inserimento sulle confezioni di prodotti alimentari a livello internazionale di semafori e graduatorie basate sulla quantità di grassi, sali e zuccheri nei prodotti, in un sistema che è da sempre avversato dall'Italia che ritiene sia penalizzante per i suoi prodotti.

"Una nuova vittoria in una battaglia continua contro chi vuole mettere il futuro dell'alimentazione globale in mano a poche multinazionali invece che a milioni di agricoltori e di industrie alimentari serie grandi, piccole e medie che producono sul nostro territorio e nelle fabbriche non certo in laboratorio" dicono da Filiera Italia, l'organizzazione che rappresenta il meglio del Made in Italy agroalimentare, oltre 50 brand industriali insieme all'eccellenza agricola di Coldiretti, e proseguono "Una sfida prioritaria per Filiera e per l'intero settore agroalimentare che trova una sponda attenta e responsabile nella nostra diplomazia".

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Per scongiurare la decisione sono stati, infatti, necessari due giorni di intensi negoziati preceduti da un capillare lavoro preparatorio in sede UE a Bruxelles e all'Onu di Ginevra. "Ancora una volta diciamo basta al tentativo di mistificare la realtà proponendo modelli alimentari che vogliono standardizzare verso il basso la produzione alimentare mondiale proponendo come più salubri prodotti di sintesi rispetto alle nostre eccellenze" dice Scordamaglia che conclude: "Il rischio è quello di togliere progressivamente la libertà di scelta al consumatore inducendolo con fake news e informazioni ingannevoli a compiere scelte che possono anche essere dannose per la salute".

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