Le cooperative: no al taglio delle risorse Ue per la promozione del vino

Nel periodo di programmazione 2014-2018 solo in Italia sono stati stanziati ogni anno quasi 102 milioni di euro

L'Unione europea deve continuare a sostenere la promozione del vino europeo nei Paesi terzi e verso queste politiche non ci deve essere nessun taglio. Lo chiede Alleanza Cooperative Agroalimentari, all'indomani del via libera nella Commissione Ambiente del Parlamento europeo ad alcuni emendamenti per sopprimere i fondi Ue a sostegno degli investimenti delle aziende in materia di promozione. "Diciamo un no forte ad ogni ipotesi di eliminazione delle misure di promozione del settore vino verso i paesi terzi attualmente finanziate dall'Europa attraverso i fondi della Pac, come proposto dalla commissione Ambiente del Parlamento europeo. Si tratterebbe di un ingente danno economico per uno dei settori di punta del nostro agroalimentare che, anche attraverso quei fondi, è riuscito in questi anni ad affermarsi con successo oltre confine", afferma l'Alleanza in una nota.

Nel periodo di programmazione 2014-2018 solo in Italia sono stati stanziati ogni anno per la misura di promozione sui paesi terzi quasi 102 milioni di euro, per un totale in 5 anni di quasi 510 milioni. Altrettanti fondi sono quelli investiti dalle imprese, che finanziano la misura al 50%. Secondo l'Alleanza cooperative agroalimentari le misure che si sta provando a sopprimere "sono di una importanza vitale per le nostre aziende che a fronte del perdurante calo dei consumi interni, riescono a mantenere la competitività proprio esportando i loro vini sui mercati esteri. E che la misura abbia sostenuto e aiutato la crescita dell'export di tutto il comparto lo dimostrano i dati: le esportazioni vitivinicole italiane sono passate da 3,5 miliardi di euro nel 2007 a 5,99 del 2017, con una crescita del 71%.Non solo: le esportazioni italiane in valore verso i paesi extra Ue hanno registrato una crescita media del 63%, ben superiore a quella delle esportazioni rivolte ai paesi europei (+41%)".

"I fondi destinati dall'Ue alla promozione, che si sommano ai fondi investiti dalle imprese stesse - prosegue l'Alleanza - hanno sostituito gli aiuti 'artificiosi' al mercato, favorendo spesso l'apertura di sbocchi commerciali in nuovi paesi terzi". "Non va taciuto che l'approvazione di tali emendamenti - prosegue l'organizzazione – è stata motivata da argomentazioni che esulano dagli aspetti economici e di mercato e che mirano ad un più efficiente utilizzo di denaro pubblico, tutto da dimostrare. Auspichiamo che quando il dossier passerà alla Commissione Agricoltura e poi all'Aula del Parlamento in Plenaria, i parlamentari siano in grado, cifre alla mano, di difendere una misura che ha avuto effetti positivi e tutti dimostrabili".

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