Sabato, 18 Settembre 2021
Filiera

Grana Padano, calano consumi domestici ma avanza l'export

Il Consorzio registra anche che i più giovani sono sempre più attenti alla sostenibilità ambientale nelle loro scelte alimentari

Meno consumi domestici per la ripresa della ristorazione, ma un export in crescita e anche cambiamenti delle abitudini e delle richieste dei consumatori, in particolare dei più giovani, molto attenti alla sostenibilità ambientale nelle loro scelte. È questo il quadro di sintesi del Consorzio Tutela Grana Padano sull'andamento e novità di mercato nei primi sette mesi del 2021 nel contesto di "una ripresa della vita" nell'ambito del "perdurare della pandemia".

"I numeri dei primi 7 mesi del 2021, pur rimanendo assai più alti che nel 2019, sono più bassi rispetto al 2020. Nel Retail che concentra gli acquisti delle famiglie italiane, registriamo un evidente segno negativo. Nell'Ho.re.ca, il canale della ristorazione outdoor, la tendenza è opposta, pur se siamo ben lontani dai livelli pre-Covid", spiega Stefano Berni, direttore generale del Consorzio Grana Padano. Ristoranti e bar che servono piatti sono oltre 330 mila in Italia, con un fatturato annuo che prima del lockdown superava gli 83 miliardi di euro, rappresentando oltre il 35% dei consumi alimentari complessivi in Italia, ma regolato da logiche diverse rispetto agli acquisti delle famiglie.

Infine si notano anche cambiamenti delle abitudini e delle richieste dei consumatori, in particolare dei più giovani, molto attenti alla sostenibilità ambientale nelle loro scelte. Berni aggiunge che "Il prezzo la fa 'da padrone' nelle scelte della ristorazione a scontrino basso che, nei volumi di alimenti consumati, è la parte più rilevante. Quindi, nel comparto dei formaggi vaccini duri da grattugia i similari superano i 50 punti di share, più del doppio del livello che hanno nelle famiglie, mentre il Grana Padano nello share della ristorazione scende ai 36 punti rispetto ai 48 che merita nelle famiglie”, continua Berni che per questo sostiene che i produttori chiedono “una collaborazione più intensa e regole sinergiche per informare chi pranza nei punti di ristoro. Questa trasparenza gioverà certamente ai prodotti Dop di maggior pregio". Positivo l'export, visto che da gennaio a luglio il Grana Padano Dop ha visto il 42% dei consumi all'estero ed il 58% in Italia.

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