'Guerra delle salsicce' tra Ue e Uk, le carni trattate rischiano l'esclusione dal commercio post-Brexit

Questi prodotti secondo le regole comunitarie, se arrivano da Paesi terzi devono essere congelati. Il problema è che si potrebbero anche impedire gli scambi tra Irlanda del Nord e Gran Bretagna

Un'altra delle 'vittime' della Brexit potrebbero essere le salsicce, ma anche i wurstel e gli hamburger. Uno dei punti di disaccordo, che nei negoziati che stanno disperatamente tentando di arrivare a un accordo tra il governo di Boris Johnson e gli Stati membri, c'è quello del trattamento delle carni trattate.

Le norme Ue

Questo perché in base alle norme sulla sicurezza alimentare dell'Unione europea, i prodotti di origine animale provenienti da Paesi terzi devono essere congelati. Ciò significa che alcuni prodotti a base di carne fresca o refrigerata non sono ammessi. Questo potrebbe comportare il divieto di vendita di salsicce inglesi nei supermercati irlandesi o della vendita di wurstel tedeschi in quelli britannici.

Il problema dell'irlanda del Nord

Al di là delle questioni di gusto, il problema è particolarmente controverso perché interesserebbe anche l'Irlanda del Nord che, secondo gli accordi stipulati, dovrebbe rimanere allineata per quantto riguarda alcuni regolamenti comunitari, alla Repubblica d'Irlanda, per evitare il ritorno di un confine rigido sull'isola. Ma questo significherebbe che la carne dalla Gran Bretagna non potrebbe essere venduta nell'Ulster, e viceversa. alla carne cruda preparata dagli inglesi di attraversare il Mare d'Irlanda. Come riporta il Telegraph il ministro dell'Agricoltura di Dublino, Charlie McConalogue, ha descritto la questione come "preoccupante" dopo che l'emittente televisiva Rte ha riferito della situazione di stallo. "Sarà necessario un lavoro significativo anche nelle prossime settimane per garantire che il commercio sia il più regolare ed efficiente possibile il primo gennaio", quando la Brexit diventerà una realtà a tutti gli effetti, ha detto il ministro e i funzionari delle due sponde della Manica sono in trattative tecniche per cercare di risolvere il problema.

Le pressioni di Londra

Fonti del governo britannico hanno spiegato al Times che, nonostante la questione sia stata sollevata all'inizio dei colloqui, ci sono stati pochi progressi nel convincere l'Ue ad accettare un certificato sanitario di esportazione per le carni lavorate non cotte. Londra da parte sua ha tentato di aumentare la pressione su Bruxelles ha avvertito che senza un accordo avrebbe implementato lo stesso tipo di divieti a sua volta, bloccando le carni irlandesi. Ciò sarebbe particolarmente dannoso per l'Irlanda, che nel 2018 ha esportato nel Regno Unito 335mila tonnellate di carne di manzo, maiale, pecora e pollame, molte di queste già trattate, per un valore di 1,3 miliardi di euro. "Abbiamo sottolineato che il governo si è impegnato a rispecchiare la legislazione sulla sicurezza alimentare dell'Ue dopo che avremo lasciato il blocco", ha detto una fonte di Whitehall, che ha poi aggiunto: "Se loro vietano le esportazioni le vieteremo anche noi".

Rischio No Deal

Al momento sul 95% delle questioni si sarebbe raggiunto un accordo, ma in quel cinque per cento ci sono i punti più spinosi, come i diritti di pesca, e le regole su aiuti di Stato e concorrenza. E visto che l'accordo deve essere su tutto, il rischio del No Deal è ancora altissimo anche se ci sono segnali incoraggianti che nei prossimo giorni potrebbe esserci una svolta.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Gli olandesi non fanno sconti sulla Brexit, ai britannici in ingresso sequestrati anche i panini

  • Via libera Ue al consumo di vermi della farina, è il primo insetto approvato

  • Dagli allevamenti sostenibili all'agroecologia, ecco le pratiche che saranno sostenute dalla Pac

  • Parigi difende la 'francesità' del Carrefour dall'acquisizione straniera: sovranità alimentare in gioco

  • Bufera sulla sottosegretaria alla Pesca britannica: "Non ho letto l'accordo Brexit, facevo il presepe"

  • Non si ferma l'invasione delle locuste, in Africa adesso a rischio ben sette Paesi

Torna su
AgriFoodToday è in caricamento