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Giovedì, 26 Maggio 2022
Filiera

Carenza di grano per la guerra in Ucraina, India aumenta l'export. Ma non basta a evitare la crisi

Il Paese di solito preferisce garantire il mercato interno, ma i prezzi internazionali così alti hanno spinto Nuova Delhi a favorire i commerci con l'estero

Sette milioni ettari di grano da esportare. L'India sta mettendo sul piatto dei mercati internazionali una cifra record, rispetto agli anni precedenti, del cereale che nutre una grossa fetta di mondo. Il contributo del Paese guidato da Narendra Modi si inserisce nelle mutate esigenze di sicurezza alimentare globale, messa in crisi dalla guerra in Ucraina. Il conflitto in uno dei Paesi chiave per la produzione di questo cereale, combinata con inflazione e speculazioni, ha dato vita ad una escalation di prezzi con pochi precedenti nella storia. L'India può approfittarne grazie a una produzione record che, oltre a sfamare la sua popolazione (circa un miliardo e 400 milioni di persone), diventa appetitosa potendo essere venduta ad un prezzo inferiore rispetto alle cifre dei mercati globali.

Solo negli ultimi giorni, l'India ha firmato contratti per esportare circa 500.000 tonnellate di grano, hanno riferito gli intermediari commerciali al quotidiano The Times of India, con incassi ben superiori alle aspettative, grazie all'aumento dei prezzi internazionali, con un aumento significativo delle vendite all'estero. I venditori hanno riferito che la settimana scorsa hanno ricevuto richieste di acquirenti in cerca di alternative ai carichi del Mar Nero, poiché l'invasione russa dell'Ucraina ha minacciato le forniture dei due Paesi in conflitto, che insieme rappresentano circa il 30% delle esportazioni mondiali di grano. Privi dei loro fornitori abituali, alcuni Paesi dell'Africa e del Medio Oriente, come Egitto, Indonesia e Tunisia, stanno guardando altrove per allontanare il rischio di vere e proprie carestie.

L'India offre un nuovo canale per soddisfare, seppur parzialmente, la quota di grano assente a causa dei mancati raccolti ucraini. L'India vanta grandi scorte di grano, dopo cinque raccolti annuali record consecutivi. Produttori e intermediari commerciali non vedono l'ora di capitalizzare qualsiasi opportunità di esportazione. Fino ad ora l'India si era mossa per garantire innanzitutto il commercio interno al Paese. Un alto prezzo interno garantito dal governo tende difatti a scoraggiare le esportazioni, a meno che i prezzi mondiali non siano alti, come lo sono diventati negli ultimi mesi."L'impennata dei prezzi globali ha reso più facile per i fornitori indiani soddisfare la crescente domanda di grano", ha riferito un intermediario commerciale, rifiutando di essere nominato a causa della politica aziendale.

Secondo i calcoli dei funzionari governativi, l'India è quasi pronta a completare le esportazioni per la cifra record di 7 milioni di tonnellate di grano quest'anno. A fine febbraio, un funzionario pubblico ha riferito alla Reuters che le vendite avevano già raggiunto le 6,6 milioni di tonnellate. "Gli acquirenti, che sono preoccupati per le interruzioni delle forniture dall'Ucraina e dalla Russia, sanno che solo l'India può essere un grande e costante fornitore di grano in questo momento, ed è per questo che si sono rivolti a noi", riferisce ancora l'intermediario. L'India garantisce ai produttori circa 257 dollari a tonnellata per le vendite interne, ma secondo un trader, citato dal Times of India, la maggior parte dei fornitori in questi giorni avrebbe firmato accordi a circa 340 dollari a tonnellata franco bordo (Fob), arrivando fino a un massimo di 350 dollari a tonnellata. Una cifra elevata, ma che resta più conveniente rispetto ai prezzi di riferimento del grano europeo, schizzati sopra i 400 euro, e le cifre record raggiunte dalla borsa di Chicago, ma i raggiunti negli ultimi 14 anni. Un funzionario del governo ha riferito al Times of India che Nuova Delhi è "favorevole alle esportazioni di grano e faciliterà" le spedizioni degli intermediari privati.

L'India invierà anche 50mila tonnellate di grano all'Afghanistan, ha affermato Sudhanshu Pandey a Reuters, il funzionario più anziano del ministero del consumo e dell'alimentazione, nel tentativo di aiutare il Paese ad affrontare la povertà e la fame dopo la presa di potere da parte dei talebani lo scorso anno. New Delhi ha già inviato 4.000 tonnellate di grano a Kabul, attraverso una rotta terrestre che attraversa il Pakistan.

Secondo le indiscrezioni trapelate dalla Commissione europea, la scelta dell'India viene ritenuta dall'Ue un supporto importante per risolvere la crisi globale dei mercati alimentari, ma non è sufficiente. Senza il contributo del grano ucraino, mancherebbero all'appello 20 milioni di tonnellate del prezioso cereale per la commercializzazione del 2022-2023. Una minaccia alla stabilità internazionale che l'Unione europea non può ignorare.

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