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Un venditore di riso in India - foto Ansa  EPA/PIYAL ADHIKARY

Un venditore di riso in India - foto Ansa EPA/PIYAL ADHIKARY

Tra Pakistan e India è 'guerra del basmati' per l'esclusiva delle esportazioni in Ue

Nuova Delhi ritiene che solo il riso prodotto sul suo territorio può chiamarsi così, un'affermazione contestata da Islamabad che teme di poter perdere l'importante mercato europeo

Tra Pakistan e India è in corso una 'guerra del riso' per accaparrarsi, o almeno provarci, il diritto di avere l'esclusiva dell'esportazione del basmati in Europa, con Nuova Delhi che afferma che solo quello indiano è l'originale e può chiamarsi così.

Come racconta il Times la contesa è arrivata al punto tale che Islamabad ha assunto avvocati internazionali per contestare quanto sostenuto dall'India in sede comunitaria, che afferma di avere legami culturali unici con il riso basmati il quale per qualificarsi tale e usare questo nome deve essere coltivato esclusivamente in aree specifiche del suo territorio. In pratica vuole una sorta di Igp e la sua esclusività. Nuova Delhi ricorda che il nome "basmati" derivava originariamente da due parole sanscrite, vas che significa aroma e mati che significa radicato, e osserva che il primo riferimento a questa qualità di riso apparve in una poesia d'amore punjabi chiamata Heer Ranjha di Waris Shah nel 1766.

La richiesta dell'India di esclusività geografica per il riso basmati è stata accolta in linea di principio a Bruxelles il mese scorso, in attesa delle obiezioni che il Pakistan si appresta a fare. Il Pakistan sosterrà che il termine basmati è stato genericamente e storicamente utilizzato per il riso a grani lunghi coltivato sia in Pakistan che in India, e quindi rappresenta il patrimonio culturale comune di entrambi i Paesi.

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