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Foto Ansa  EPA/MARISCAL

Foto Ansa EPA/MARISCAL

Bollino rosso al jamón ibérico, anche in Spagna i produttori si schierano contro il Nutri-Score

Gli allevatori di suini: "Il sistema non offre una valutazione adeguata delle qualità di uno dei prodotti di base della dieta mediterranea". Anche l'olio ottiene un punteggio basso e il ministero pensa all'esenzione

La Spagna sta iniziando a utilizzare il semaforo alimentare ma come in Italia i produttori del paese sono sul piede di guerra e accusano lo strumento di semplificare le valutazioni e dare valori negativi a prodotti invece salutari, solo per calcoli matematici sulle quantità di grassi o sali.

A fare discutere il fatto che il jamón ibérico sembra destinato ad avere un'etichetta ‘D arancione’ o ‘E rossa’, le due peggiori, mentre l'olio d'oliva la ‘C gialla’, che pure non è tra le migliori. Il ministero degli Affari dei consumatori spagnolo sta lavorando per escludere quest'ultimo prodotto dal semaforo alimentare dopo che i produttori si erano lamentati del fatto che una valutazione ‘C gialla’ sull’olio significava non renderne ben chiari e visibili i benefici per la salute, con la conseguenza che molte persone ne avrebbero limitato il consumo. Se, dunque, l’olio d’oliva verrà esentato, i produttori di jamón ibérico sperano di ottenere la stessa esenzioni. "Il sistema semplicemente non offre una valutazione adeguata delle qualità di uno dei prodotti di base della dieta mediterranea, che è considerata una delle diete più sane al mondo", ha detto al Guardian un portavoce dell'Associazione interprofessionale del maiale iberico, i cui membri allevano suini per produrre alimenti come il prosciutto. "Date le prove scientifiche e il valore nutrizionale e salutistico dei prodotti a base di carne di maiale iberice, chiediamo che siano escluse dal sistema Nutri-Score", ha aggiunto.

Lo stesso ministro dell'Agricoltura, Luis Planas, ha detto di essere preoccupato per il modo in cui alcuni componenti della dieta mediterranea, come l'olio d'oliva e il maiale iberico, sono stati valutati dal sistema Nutri-Score. "Darò il mio consenso solo se i prodotti che fanno parte della dieta mediterranea vengono valutati equamente quando compaiono o sono esentati", ha garantito. Secondo il ministero dell'Alimentazione e dell'agricoltura gli algoritmi di Nutri-Score potrebbero essere aggiornati per tenere conto del "contenuto proteico di alto valore dei prodotti, nonché delle loro vitamine e minerali".  La Spagna è uno degli ultimi Paesi che sta mettendo in pratica il sistema Nutri-Score, un sistema di etichettatura dei prodotti che classifica gli alimenti da una A verde a una E rossa sulle confezioni in base al loro apporto nutrizionale e al loro contenuto di grassi e zuccheri.

Lo schema volontario è stato pubblicizzato come un modo per aiutare i Paesi dell'Ue ad avanzare verso l'etichettatura alimentare a livello di Unione entro la fine del 2022, come parte della strategia Farm-to-Fork (dal produttore al consumatore) della Commissione europea per una alimentazione "equa, sana e rispettosa dell'ambiente”. Ma non è stato accolto bene ovunque. Ad esempio, lo scorso settembre l'Italia presentò, insieme ad altri sei Paesi, un documento per chiedere alla Commissione europea di lavorare non sul Nutriscore, ma su un altro tipo di informazione per gli alimenti. Un tipo di informazione che fosse “su base scientifica, che si basi sulla porzione, sulla quantità di prodotto che viene consumata e che deve rispettare la dieta mediterranea, che fa bene al palato e alla salute", disse la ministra dell'Agricoltura Teresa Bellanova. Il documento fu sottoscritto anche da Repubblica Ceca, Cipro, Grecia, Ungheria, Lettonia e Romania.

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