“Letame suino come fonte di gas naturale”, la scommessa dell’industria automobilistica spagnola

Mentre nel resto d’Europa parte la corsa ai veicoli elettrici, la Seat investe sugli scarti dell’agricoltura per produrre carburanti per auto. Facendo entrare gli allevamenti di maiali nel settore dell’energia rinnovabile

“Funziona e digerisce come uno stomaco umano”. Secondo Andrew Shepherd, ricercatore britannico e coordinatore di un progetto sulle fonti rinnovabili in Spagna, il letame suino è tutt’altro che uno scarto. Da questo si può infatti ricavare gas naturale compresso, un’alternativa alla benzina ottenuta dal petrolio. Un’idea originale, presa seriamente in considerazione dalla casa automobilistica spagnola Seat, che ha scelto di investire sulle macchine a gas. Ma anziché produrre metano dai giacimenti naturali, attività considerata altamente inquinante e con un forte impatto sull’ambiente, l’impresa del gruppo Volkswagen ha deciso di puntare sull’energia ottenuta dagli scarti agricoli, tra i quali rientrano anche le feci dei suini. 

Gli obiettivi della ricerca

Il progetto di ricerca - con un budget di 4,6 milioni di euro, finanziato in parte dall’Unione europea - per il momento converte il letame di 1.600 suini in carburante per veicoli. L’obiettivo è quello di mettere alla prova la nuova filiera energetica per capire se gli scarti agricoli possano diventare un’affidabile fonte alternativa ai combustibili fossili. Altro scopo della ricerca è quello di fornire una seconda opzione rispetto ai veicoli elettrici, le cui performance sono ancora lontane da quelle delle macchine a benzina.

I dubbi sull'auto elettrica

“C'è un malinteso sul potenziale tecnologico della batteria”, ha dichiarato il presidente della Seat, Luca De Meo, in una conferenza a margine del vertice sul clima COP25, che si è tenuto la scorsa settimana a Madrid. “Prima di ottenere un'auto elettrica da offrire al cliente capace di funzionare esattamente come un'auto a combustione - sottolinea De Meo - ci vorrà del tempo”. 

Le critiche degli ambientalisti

Tuttavia, per le associazioni ambientaliste il gas naturale non rappresenta il futuro, tantomeno una fonte ‘pulita’. E se il biometano attenua le preoccupazioni degli ecologisti sulla produzione della fonte energetica, lo stesso non si può dire per quanto concerne le capacità del gas ottenuto dagli scarti agricoli di rimpiazzare i combustibili fossili.

Una fonte insufficiente a coprire i consumi

Carlos Calvo Ambel, dell’organizzazione Transport & Environment, ha dichiarato a Politico che anche se tutti gli escrementi di maiale in Spagna fossero destinati alla produzione energetica, quest’ultima coprirebbe appena il 4% del fabbisogno di gas di tutta la Spagna. Secondo a capacità massima della produzione di biometano da tutti gli scarti soddisferebbe solo l'8% della domanda.

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Italia all'avanguardia sul metano

Le infrastrutture di rifornimento rappresentano un secondo ostacolo alla diffusione del gas per le auto. Entro la fine di quest’anno, in tutta la Spagna ci saranno 80 stazioni di rifornimento a metano. Con 1.310 distributori, l’Italia è il primo Paese Ue per stazioni di rifornimento a gas, seguita dalla Germania (843 distributori). Una rete insufficiente per convincere gli automobilisti europei ad abbandonare i veicoli a benzina.

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