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Made in, 100 imprenditori italiani chiedono una legge Ue

Al via la campagna #IoStoColMadeInItaly, promossa da varie organizzazioni dell'agroalimentare, ma anche di altri settori come quello della moda

Una legge Ue per tutelare il made in. E' quella che chiedono i 100 imprenditori italiani, dal settore agroalimentare a quello della moda, che oggi alla Camera hanno lanciato la campagna #IoStoColMadeInItaly. 

"E' un percorso che inizia oggi - ha detto il presidente della commissione Agricoltura della Camera, Filippo Gallinella - vogliamo portare idee concrete alla prossima commissione del Parlamento europeo su cui lavorare e fare una battaglia condivisa a partire dalla necessità di garantire la massima trasparenza ai consumatori in qualsiasi prodotto acquistino".

Il problema di quando si parla di made in è capire se la tutela deve coprire la trasformazione o anche la materia prima: nel primo caso, un prodotto puo' avere l'etichetta "tricolore" se preparato in Italia, anche se con ingredienti esteri. E quanto chiede il presidente di Federalimentare, Ivano Vacondio: "Il vero made in Italy è il nostro saper fare, perché siamo obbligati ad importare materie prime; ben venga quindi valorizzare il prodotto nazionale ma questo non deve essere imprescindibile rispetto alla definizione di made in Italy che è fatto dalla capacità di trasformare. Bene venga la trasparenza in etichetta, ma va ricordato che ha un costo che deve essere sostenuto dal consumatore".

"Non è più possibile separare il prodotto italiano dal suo modello e dalle sue radici", ha detto il presidente di Filiera Italia Luigi Scordamaglia, "nessuna azienda alimentare prescinde dal territorio in cui è nata e questo conferisce un valore aggiunto che i concorrenti mondiali non potranno mai avere".

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