L'allarme: dalla Cina miele 'senza api', economico ma falso

Il prodotto viene allungato con sciroppo di zucchero permettendo così di ridurre i costi ma a discapito della qualità, e mettendo in difficoltà l'apicultura italiana

Foto Ansa EPA/GEORGI LICOVSKI

Un miele fake, allungato con sciroppo di zucchero, ma che viene venduto a prezzo molto più basso sbaragliando la concorrenza del prodotto italiano, più costoso perché autentico e di qualità.

Importazioni dalla Cina

Cia-Agricoltori lancia l'allarme contro le importazioni dalla Cina che starebbero lettteralmente invadendo l'Italia. "Il nettare delle api è al terzo posto tra i dieci alimenti maggiormente a rischio di frode alimentare, che viene effettuata con l'aggiunta di sciroppo di zucchero e con metodologie di produzione non conformi alle norme europee, in cui l'uomo, fuori dall'alveare, si sostituisce alle api nella realizzazione del laborioso processo di maturazione del miele. Il 'falso' miele, difficile da rilevare con i controlli effettuati alle frontiere, crea una concorrenza sleale che sta fortemente penalizzando l'apicoltura italiana (prezzo medio di produzione 3,99 al chilo), che ha registrato nel 2019 perdite per 70 milioni di euro, flagellata anche dal problema del climate change, che hanno determinato un crollo della produzione (-50%)", afferma l'associazione in una nota.

La tutela del settore

A tutela del settore, Cia propone all'Ue l'imposizione ai mieli importati da Paesi terzi, della conformità con la definizione europea di miele, sostanza che deve essere prodotta esclusivamente dalle api mellifere e alla quale non può essere aggiunta nessun'altra sostanza. Si richiedono anche maggiori controlli ai confini Ue e nuove metodologie di analisi, al passo con le adulterazioni sempre più sofisticate, oltre all'introduzione dell'etichettatura del Paese di origine sulle miscele di miele, per evitare frodi. La flessione produttiva di miele, causata dai cambiamenti atmosferici negli ultimi anni, è un problema che affligge tutta l'apicoltura mondiale, ma sembra non riguardare la Cina che, invece, aumenta la capacità produttiva di anno in anno.

Le esportazioni in Europa

Le esportazioni di miele in Europa, a prezzi così fortemente concorrenziali, si attestano sulle 80 mila tonnellate, avvalorando i sospetti diffusi nella comunità scientifica internazionale. La produzione artigianale, più rapida ed economica, accelera, infatti, i processi di deumidificazione e maturazione che le api effettuano con tempi molto più dilatati, ma rendono il prodotto finale privo delle caratteristiche di genuinità del miele. Il danno economico derivante dalle difficoltà di mercato per gli apicoltori italiani sta, dunque, mettendo in ginocchio un comparto che in Italia conta 63 mila apicoltori, un milione e mezzo di alveari, 220 mila sciami, 23 mila tonnellate di prodotto e oltre 60 varietà

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Ricadute sulla concorrenza

. Le pesanti ricadute della concorrenza del 'falso' miele cinese, non riguardano solo la filiera, ma tutta l'agricoltura italiana che dipende al 70% dalle api nella loro funzione di impollinatori. Una crisi ulteriore del settore metterebbe, infatti, a rischio la sicurezza alimentare del Paese e i nostri prodotti agricoli, simbolo di tipicità e biodiversità.

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