"Prosciutto più nocivo di maionese? Etichetta ingannevole": agricoltori italiani contro il Nutriscore

Confagri attacca il bollino sempre più diffuso nei supermercati europei: "Sta creando solo confusione"

No al Nutriscore sui prodotti agroalimentari venduti nell'Unione europea. Il fronte italiano è compatto nella protesta contro l'etichetta nutrizionale sempre più diffusa nei supermercati di diversi Paesi Ue. Il ministro dell'Agricoltura Centianio ha chiesto alla Commissione europea di trovare una soluzione comune che ponga fine alle iniziative di singoli Stati membri, in particolare della Francia.

"Il sistema di etichettatura dei prodotti 'Nutriscore' non è in grado di assicurare ai consumatori un'informativa valida sotto il profilo scientifico" dice il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti. "E' emblematico quanto si sta verificando in Spagna - ha aggiunto Giansanti -. A novembre dello scorso anno è stato deciso di introdurre il sistema di etichettatura 'Nutriscore'. Successivamente, ci si è resi conto che l'olio d'oliva e il prosciutto sarebbero stati classificati come meno salubri rispetto, ad esempio, alla maionese. E' stato quindi deciso di adattare il sistema alle specificità della dieta mediterranea. La decisione spagnola ha, però, suscitato le obiezioni della Francia, perché lo stesso prodotto non può essere etichettato in maniera diversa a seconda del Paese in cui viene immesso al consumo. Sono ora in corso contatti tra le due Amministrazioni per tentare di trovare un'intesa", ha spiegato.

"In Germania - ha proseguito il presidente di Confagricoltura - la magistratura ha disposto nelle scorse settimane il ritiro dell'etichetta 'Nutriscore', perché in aperto contrasto con le regole della concorrenza. Il ministero dell'Agricoltura ha quindi deciso di commissionare uno studio per ideare un nuovo sistema di etichettatura degli alimenti".

"Questa confusa situazione - ha rimarcato Giansanti - è contraria agli interessi dei consumatori europei. Su un mercato unico non possono esistere sistemi diversi di informazione dei consumatori. Occorre una decisione comune fondata sulle indicazioni scientifiche e sulle qualità nutrizionali". "In questa direzione - ha concluso Giansanti - gli interessi dei consumatori e degli agricoltori sono perfettamente coincidenti". 

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