"Bruxelles renda obbligatori i semafori alimentari", la petizione dei consumatori Ue (che non piace all'Italia)

I bollini che indicano se un cibo è più o meno salutare sono in vigore già in alcuni Paesi europei. Ma per le organizzazioni di settore del Belpaese sono fuorvianti

Una campagna contro il Nutriscore in Spagna

Si chiama Nutriscore e, soprattutto in Italia, è più nota come etichetta a semaforo: si applica sulle confezioni degli alimenti e serve a indicare al consumatore se il cibo contenuto all'interno sia più o meno salutare. L'etichetta è già in vigore in diverse parti dell'Europa, come Francia, Belgio e Spagna, ma adesso la Beuc, l'organizzazione dei consumatori europei, chiede che sia resa obbligatoria in tutta l'Unione europea.

L'appello è stato lanciato in occasione dell'avvio della raccolta firma che vede impegnata la Beuc e sette associazioni di consumatori (la francese UFC-Que Choisir, la belga Test-Achat, la tedesca VZBV, l'olandese Consumentenbond, la spagnola OCU, la polacca Federajca Konsumentow e la greca EKPIZO. Manca l'Italia e non è un caso: il nostro Paese, infatti, è da sempre profondamente contrario a questo tipo di etichetta, considerata dalle imprese agroalimentari del nostro made in come fuorvianti. Per dirla in breve, sostengono le organizzazioni agroalimentari italiane, questo tipo di semafori darebbero il bollino rosso all'olio di oliva o al parmigiano reggiano, mentre 'consiglierebbero' l'acquisto di bevande gasate senza zuccheri, come la Coca-Cola, perché considerate più salutari.

L'opposizione dell'Italia ha di fatto bloccato qualsiasi proposta in tal senso sia a livello internazionale, sia soprattutto a livello Ue. Per sbloccare l'impasse della Commissione europea sul caso, la Beuc e le altre organizzazioni di consumatori in campo hanno deciso di utilizzare lo strumento dell'iniziativa civica europea, che consente ai cittadini di impegnare Bruxelles su un determinato argomento raccogliendo un milione di firme in almeno 7 Paesi Ue entro un anno dal lancio dell'iniziativa. 

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Se la petizione sul Nutriscore dovesse avere successo, la Commissione sarà costretta a presentare una proposta legislativa. Questa iniziativa, dice la direttrice di Beuc Monique Goyens, "suggerisce all'Ue una linea d'azione molto concreta, con un'etichetta nutrizionale semplificata" che ha dimostrato di essere la "più efficace" nell'aiutare i consumatori nei loro acquisti di cibo.

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