Confagricoltura: la Pac non metta tetti ai contributi alle aziende più grandi

Sottoscritto un documento comune con altre 13 associazioni di 10 Paesi: "Produrrebbero effetti controproducenti per l'innovazione e gli investimenti"

Foto Ansa EPA/ERIK S. LESSER

Per sostenere l'evoluzione e l'innovazione delle aziende agricole ed contribuire a farle crescere non si devono imporre tetti ai finanziamenti garantiti dalla politica agricola comune dell’Unione europea. Partendo da questa considerazione Confagricoltura si è fatta promotrice di un documento comune, sottoscritto da 14 organizzazioni agricole di 10 Paesi europei, con cui si sollecitano le autorità Ue a non inserire tetti ai pagamenti diretti della Pac post 2020. Il documento è stato inviato a eurodeputati, stakeholders e decisori dei vari Paesi membri e della Ue. Nel testo si contesta la proposta della Commissione europea di introdurre la riduzione graduale dei pagamenti diretti che superano i 60mila euro con un tetto massimo fissato obbligatoriamente a 100mila euro. Quelle del 'capping' (il tetto ai pagamenti) e della regressività (la riduzione percentuale) "sono proposte discriminatorie per le imprese agricole di molti Stati membri, che sono responsabili di una quota significativa della produzione agroalimentare dell'Ue e che si impegnano a fondo per affrontare le questioni ambientali e climatiche", afferma il documento.

Effetti controproducenti

Il documento delle organizzazioni agricole europee pone in evidenza che il sostegno al reddito "è volto a compensare gli agricoltori dell'Ue per i loro costi di produzione più elevati a causa degli alti standard europei in materia di ambiente, cambiamenti climatici, sicurezza alimentare, benessere degli animali. Gli agricoltori forniscono beni pubblici sotto forma di standard produttivi elevati, indipendentemente dalle dimensioni dell'azienda. Mettere un tetto assoluto ai pagamenti diretti significa ignorare questa realtà discriminando di fatto le grandi aziende agricole". Confagricoltura e le altre Organizzazioni partner sono convinte che approvando i tetti si “produrranno effetti controproducenti per l'innovazione e gli investimenti, limitando l'espansione, lo sviluppo di quegli investimenti che nel settore agroalimentare hanno un impatto positivo sull'ambiente. Le grandi aziende agricole sono, infatti, le più motivate e hanno capitali da investire nelle nuove tecnologie e in Agricoltura di precisione”.

Rischio frammentazione

L'unico risultato che si otterrà è quello di "condurre alla frammentazione le aziende agricole, con effetti negativi sull'occupazione". Infine le Organizzazioni firmatarie sottolineano che non è corretto affermare che l'80% del budget dei pagamenti diretti è destinato al 20% dei beneficiari. Non si tiene conto che quel 20% (agricoltori che ricevono più di 5.000 euro) genera oltre l'80% della produzione agricola e bovina dell'Ue, gestisce oltre l'80% delle superfici oggetto dell'attività agricola e impiega praticamente tutta la forza lavoro che opera nel settore.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Pasta al glifosato: ecco i marchi che la contengono (e quelli da non dare ai bimbi)

  • Il "giusto prezzo" delle clementine: la Coop al fianco dei produttori calabresi

  • Un po' agronomi, un po' braccianti: come robot e droni stanno cambiando il lavoro nei campi

  • La Francia minaccia il veto sull'accordo Brexit per i diritti di pesca, rischio No Deal

  • Macelli addio? Per la prima volta nei piatti arriva la carne creata in laboratorio

  • La cannabis non uccide: l'Onu la rimuove dalle sostanze pericolose. Putin e Orban contrari

Torna su
AgriFoodToday è in caricamento