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Giovedì, 26 Maggio 2022
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Aumenta anche il prezzo del peperoncino. E la colpa è dei parassiti

In India i tripidi e le forti piogge hanno danneggiato il 70% dei raccolti. Molti agricoltori hanno abbandonato le colture, peggiorando la situazione

I prezzi del peperoncino rosso indiano sono saliti alle stelle negli ultimi mesi dopo che le principali regioni di coltivazione in Andhra Pradesh, Telangana e Karnataka hanno affrontato piogge in eccesso, ma soprattutto l'arrivo di un parassita invasivo. L'India è il più grande esportatore di peperoncino rosso. Nel 2021 oltre 578mila tonnellate di questa spezia sono state dirette verso i mercati mondiali.

I parassiti, noti come tripidi, che stanno decimando le piante di peperoncini si sono diffusi nonostante i contadini indiani utilizzino pesticidi molto aggressivi sulle piante. Gli agricoltori si sono resi conto troppo tardi del problema. Non agendo tempestivamente, le colture hanno subito gravi perdite. Nella zona di Telangana, quasi il 70% del raccolto è stato danneggiato. Questo Stato, insieme all'Andhra Pradesh, rappresenta quasi i due terzi dell'area di peperoncino rosso del Paese, con 745mila ettari coltivati.

Alcuni agricoltori hanno fatto anche peggio, abbandonando le colture. Questo ha permesso al parassita di diffondersi ancora di più. I prezzi della spezia, che tanto caratterizza la cucina indiana, differiscono anche in base alla tipologia. La varietà Desi è quella col maggior incremento, arrivando a 27mila rupie al quintale (circa 322 euro), mentre l'anno precedente ammontava a 20mila rupie nel mercato di Warangal, considerato uno dei mercati chiave per i peperoncini nel Paese. La "Teja", invece, è stata comprata ad un massimo di 18mila rupie (circa 215 euro) L'aumento dei prezzi non rende certo felici gli agricoltori, dato che il nuovo attacco del virus dei tripidi ha portato alla quasi totale distruzione del loro raccolto. "Solo il 25% della produzione arriverà sui mercati", ha dichiarato Jaipal Reddy, un coltivatore di peperoncino, al quotidiano The Hindi.

Sperando che quest'anno ci fosse un aumento della domanda per la coltura di questa spezia, gli agricoltori l'avevano seminata su una superficie più ampia in Telangana. I nuovi tripidi invasivi si sono diffusi ampiamente nelle aree di coltivazione del peperoncino dei distretti di Khammam e Warangal, causando enormi perdite. La maggior parte degli agricoltori ha dovuto strappare le piante, incapace di affrontare l'attacco del virus. "Ho seminato il raccolto su sei acri ma ho dovuto rimuovere le piante dopo l'attacco del parassita, tutto il mio investimento è andato in malora” ha testimoniato un coltivatore. L'aumento dei prezzi potrebbe proseguire, arrivando a 30.000 rupie per la varietà Desi e le 25mila per le altre varietà.

Anche la Cina, uno dei grandi acquirenti dei peperoncini rossi indiani negli ultimi anni, ha deciso di frenare i suoi acquisti. L'Italia, dove il piccante è apprezzato sopratutto nella cucina al Sud, non è autosufficiente e importa circa il 70% dei peperoncini proprio dai Paesi asiatici (quali Pakistan e India) e dal Messico. Il peperoncino, come il cotone, viene recuperato attraverso più raccolti. Anche se la maggior parte dei primi arrivi sul mercato sono di qualità danneggiata, i coltivatori sperano in un miglioramento con l'avanzare della stagione.

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