Non solo le spiagge, anche la pesca si "salva" dalla Bolkenstein

Le concessioni demaniali per l'acquacoltura, così come quelle per la gestione dei lidi, saranno prorogate di 15 anni grazie alla legge di bilancio

Anche le concessioni demaniali per pesca e acquacoltura beneficiano della proroga di quindici anni stabilita della legge di bilancio, proprio come quelle per gli stabilimenti balneari, nonostante la direttiva "Bolkenstein" chieda delle gare. Lo ha stabilito l'Avvocatura Generale dello Stato, rispondendo con un proprio parere ad un quesito del Sottosegretario alle Politiche agricole, Franco Manzato.

La norma era stata pensata in origine per le concessioni turistico-ricreative ma oggi l'Avvocatura sancisce che tale proroga vale per la pesca e l'acquacoltura in quanto attività produttive e, quindi, ricomprese nell'ambito delle concessioni che il legislatore ha inteso prorogare fino 2033, ribadendo con ciò l'esclusione dal campo di applicazione della direttiva europea "Bolkenstein" sui servizi.

Per l'Alleanza cooperative pesca questo pronunciamento “assume un significato enorme poiché, oltre a confermare la bontà delle nostre intuizioni, basate fin da subito sulla ferma convinzione che il nostro settore non potesse non beneficiare di tale proroga, fornisce alle Amministrazioni competenti sui territori la giusta chiave di lettura per dare automatica continuità quindicennale a tutte le concessioni in essere alla data del 1 gennaio 2019". Secondo l'Alleanza questa decisione “rappresenta un forte incentivo alla crescita dell'acquacoltura italiana, fornendo un chiaro indirizzo interpretativo a tutti gli amministratori pubblici”.

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