Pesca, via libera del Parlamento Ue al regolamento misure tecniche

D'Amato (M5s): "Coniugata la lotta per la tutela della biodiversità alla difesa dei posti di lavoro"

Via libera del Parlamento europeo aln nuovo regolamento sulle misure tecniche relative alla conservazione delle risorse della pesca e degli ecosistemi marini.

Le misure disciplinano le diverse pratiche che possono essere utilizzate per catturare il pescato, nonché le zone e le stagioni di pesca, per limitare le catture indesiderate e ridurre l'impatto sull'ambiente. Il regolamento, tra le varie cose, contiene norme relative alle dimensioni delle reti, alle modalità di impiego degli attrezzi e un aggiornamento delle specie vietate alla pesca.

"I nostri pescatori chiedevano da tempo chiarezza e certezza normativa per poter svolgere le loro attività - ha commentato l'eurodeputata Elisabetta Gardini -. Data l'importanza del regolamento e l'impatto sul lavoro quotidiano dei pescatori, ho ritenuto necessario promuovere la regionalizzazione per far sì che siano gli Stati, in accordo con i consigli consultivi locali, a decidere le misure tecniche. In questo modo, gli operatori della pesca verranno coinvolti direttamente nell'interpretazione dei principi della Politica Comune della pesca".

Soddisfazione anche da parte dell'eurodeputata del Movimento 5 stelle Rosa D'Amato: "La proposta della Commissione non era priva di numerosi punti critici - spiega - A partire dal fatto che ancora una volta la biodiversità e la difesa dei posti di lavoro, in particolare dei piccoli pescatori del Mediterraneo, erano messe in contrapposizione. Non mi stanchero’ mai di dirlo: i nostri piccoli pescatori possono e devono essere il baluardo di sostenibilità del Mediterraneo".  

Per D'Amato uno dei principali successi del regolamento è l'abolizione della pesca a impulsi elettrici, finora praticata in regime di deroga nel Mar del Nord. "Un tipo di pesca che ha fortissime ripercussioni sull'ambiente marino e sul nostro comparto - spiega - e che ha  ricevuto 21,5 milioni di euro di finanziamenti Ue per attività di ricerca che non sono mai state svolte. Si tratta di veri e propri aiuti che hanno sfavorito le nostre imprese, visto che delle sogliole catturate con questo metodo in Olanda, bel il 25% viene esportato in Italia". 

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L'eurodeputata del M5s elogia anche altri aspetti del testo, come l'introduzione di esenzioni per il Mediterraneo relativamente ad alcuni attrezzi di pesca, "attrezzi che i nostri pescatori hanno dimostrato di saper utilizzare con tecniche altamente selettive e rispettose della nostra biodiversità", spiega. Ma anche le "esenzioni dal regime sanzionatorio delle catture accidentali, molto frequenti nel nostro bacino dato il tipo di pesca multispecifico", continua. Inoltre, il regolamento introduce "il rispetto delle stesse regole anche da parte della pesca ricreativa" e "indennizzi specifici per i piccoli pescatori che dovranno sostenere spese onerose per adeguarsi alle nuove misure tecniche negli Stati membri maggiormente interessati, come l’Italia".

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