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Peste africana, in Sardegna la produzione suina è calata del 60% in 8 anni

I dati dell'anagrafe zootecnica nazionale. Nell'Isola si allevano oltre 180mila capi

La peste africana in Sardegna ha lasciato il segno: dal 2010 a oggi, la produzione suina dell'Isola è crollata del 60%. E' quanto emerso al PgDay 3.0 che si è svolto in questi giorni a Sassari.

Un problema europeo

Come illustrato da Alberto Laddomada, direttore generale dell'Istituto zooprofilattico della Sardegna, la peste suina sta colpendo un pezzo importante dell'Europa: Romania, Bulgaria e Belgio. Proprio in Romania è stato colpito quest'estate un allevamento intensivo di circa 140 mila capi. Sui maiali al pascolo brado, vera causa del continuo propagarsi della peste, Laddomada ha ricordato che in Sardegna si è passati dai 3-4mila capi presenti nel 2015 ai poco più di mille stimati oggi.

La produzione che resiste

Nonostante il forte calo della produzione determinati dalla peste africana e dalle restrizioni all'export, la Sardegna continua comunque a essere una delle più importanti realtà del centro-sud Italia per numero di suini allevati (circa il 2,5%), ma soprattutto per il numero di scrofe (circa il 6,5% sul dato nazionale) e per il numero di allevamenti aperti che sono circa il 12% di tutto il Paese. In totale, nell'Isola ci sono 187.440 capi in circa 14.170 aziende registrate, di cui 8.700 operano con allevamento misto. 

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