“Cibo straniero sicuro, basta protezionismo alimentare”, Bruxelles attacca Salvini

Il leader della Lega accusa l’Ue di aprire le porte all’import di prodotti rischiosi per la salute da Africa e Asia. Replica del commissario Andriukaitis: “Abbiamo procedure rigorose a livello europeo. L’Italia cosa sta facendo sui controlli nazionali?”

Matteo Salvini, vice premier e ministro dell'Interno, assaggia del formaggio durante la sua visita al Villaggio della Coldiretti allestito al Circo Massimo, Roma, 5 ottobre 2018. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

Nuovo botta e risposta tra Roma e Bruxelles. Stavolta non c’entrano bilanci e manovre economiche, ma la sicurezza alimentare. Secondo il vicepremier Matteo Salvini (anche sulla scorta delle accuse mosse da Coldiretti), l’Unione europea ha la colpa di aprire le porte a prodotti insicuri a causa degli accordi commerciali con Paesi terzi al di fuori dell’Ue. Accuse cui ha replicato a stretto giro il commissario alla Salute Vytenis Andriukaitis: “Questo è un atteggiamento ideologico, nazionalista e protezionista. Salvini ignora il ruolo di laboratori, operatori e controlli” in Italia.

I dati

Ma facciamo un passo indietro. In occasione della Prima giornata mondiale sulla sicurezza alimentare, sui media sono rimbalzati i dati sugli allarmi sanitari legati al mercato agroalimentare. Dati già conosciuti e relativi al 2018: in Italia sono stati scoperti nell’anno passato 399 alimenti a rischio, ossia più di un’allerta al giorno. Coldiretti ha segnalato che solo 70 di questi sono prodotti made in Italy contro i 135 di provenienza extra-Ue. E ha puntato il dito contro Bruxelles, citando anche un audit della Corte dei conti, per via degli accordi commerciali sottoscritti con Paesi terzi che, a detta dell’organizzazione, ci esporrebbero a rischi alimentari gravi. Una tesi riproposta dal leader della Lega.

La polemica

A dirla tutta, pero’, la quota maggiore di prodotti rischiosi nel 2018 è arrivata da altri Stati membri dell’Ue (194, quasi la metà), come il pesce al mercurio della Spagna e il pollo contaminato da salmonella della Polonia. Dato che dovrebbe porre dei dubbi più sul mercato interno che su quello esterno. Ed è proprio questo il punto sottolineato dal commissario Andriukaitis: "Credo sia arrivato il momento di discutere a livello Ue di un'etichetta che riporti 'made in Ue' e il Paese di origine degli alimenti", ha premesso prima di aggiungere che fare collegamenti arbitrari tra l'origine di un alimento e la sua sicurezza "è un atteggiamento ideologico, nazionalista e protezionista". 

Cibo pericoloso: 10 allarmi al giorno in Europa

"Quando Salvini accusa l'Europa perché dice che in Italia arrivano alimenti insicuri, per esempio, dall'Africa o dall'India, io rispondo: e voi cosa state facendo? Come funzionano i controlli ufficiali a livello nazionale? - si chiede Andriukaitis - Bisogna smetterla con certe mitologie: l'Europa ha procedure rigorose e gli alimenti sono controllati. Salvini usa questo come arma politica, ma allora vuol dire che ignora il ruolo di laboratori, operatori e controlli a livello nazionale".

Non è mancata la controreplica del leader della Lega: "Io difendo il lavoro dei nostri agricoltori e pescatori, messi in difficoltà da accordi e normative europee che danneggiano il made in Italy e la salute dei consumatori, favorendo il business delle multinazionali e l'arrivo di prodotti extracomunitari di pessima qualità", ha detto Salvini.  

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