menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
foto ansa EPA/JEFFREY ARGUEDAS

foto ansa EPA/JEFFREY ARGUEDAS

L’aumento dei carburanti pesa anche sulla spesa degli italiani

Un’analisi della Coldiretti afferma che incide sul prezzo finale dei prodotti alimentari

L’aumento del costo di benzina e diesel non fa male alle tasche degli italiani solo quando si va a fare il pieno dell’auto, ma anche quando si fa semplicemente la spesa al supermercato. “In un paese come l'Italia dove l'88% dei trasporti commerciali avviene su gomma l'aumento dei carburanti pesa notevolmente sui costi della logistica e sul prezzo finale di vendita dei prodotti", afferma un’analisi della Coldiretti nel commentare l'aumento dell'11,4% annuo del prezzo del gasolio che ha raggiunto 1,531 euro al litro dopo aver raggiunto a settembre la quotazione mensile massima dal 2015. "Un andamento analogo a quello della benzina che ha toccato in modalità self service i 1,652 euro al litro dopo aver raggiunto in media a settembre il record del quadriennio. A subire gli effetti del caro benzina sono gli alimentari con ogni pasto che - sottolinea la Coldiretti - percorre in media quasi 2 mila chilometri prima di giungere sulle tavole”.

Aumento superiore all'inflazione

L'aumento medio dei prezzi alimentari, precisa la confederazione, “è infatti è risultato superiore del 27% rispetto alla media dell'inflazione pari a 1,5% a settembre secondo l'Istat. Si tratta del risultato dell'andamento dei prezzi del petrolio spinti dalle tensioni internazionali a partire dalle difficili relazioni tra Stat Uniti e Iran che rappresenta una minaccia anche per la ripresa della crescita in Italia”. Gli effetti dei costi energetici pesano sui conti delle famiglie ma anche delle imprese e rende più onerosa la produzione. “L'aumento della spesa energetica ha un doppio effetto negativo perché - sottolinea la Coldiretti - riduce il potere di acquisto dei cittadini e delle famiglie, ma aumenta anche i costi delle imprese particolarmente rilevanti per l'agroalimentare con l'arrivo dell'autunno”. Il costo dell'energia, continua l’organizzazione, “si riflette infatti in tutta la filiera e riguarda sia le attività agricole ma anche la trasformazione e distribuzione”. Nelle campagne oltre all'aumento dei costi per il movimento delle macchine come i trattori, il caro petrolio “colpisce soprattutto le attività agricole che utilizzano il carburante per il riscaldamento delle serre (fiori, ortaggi e funghi), di locali come le stalle, ma anche per l'essiccazione dei foraggi destinati all'alimentazione degli animali", conclude la Coldiretti.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

AgriFoodToday è in caricamento