Giovedì, 21 Ottobre 2021
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Una tassa sulla carne per ridurre i consumi? “No il nodo è la dieta”

Le confederazioni agricola critica uno studio dell'università di Oxford: “Non alimentiamo una caccia alle streghe”

Una tassa sulla carne per ridurre i consumi e sostenere i costi sanitari necessari a curare l'eccessivo uso di questi alimenti. Lo hanno suggerito i ricercato dell'università di Oxford che hanno proposto di mettere una tassa del 79% su salsicce e pancetta e una del 14% sulle bistecche. Secondo uno studio, pubblicato sulla rivista Public Library of Science ONE, aumentare i prezzi fino all'80 per cento potrebbe prevenire quasi 6mila morti all'anno nel Regno Unito e far risparmiare all'Nhs, il servizio sanitario nazionale, oltre 734 milioni di sterline.

"Una tassa sulla carne appare come una soluzione semplicistica, che andrebbe a colpire ingiustificatamente la corretta dieta e, tra gli altri, gli allevatori italiani", ha affermato però Agri, Confederazione Agricola ed Agroalimentare, secondo cui "il problema, laddove esista, può derivare da diete squilibrate e non da prodotti non salubri, così come confermato nel 2015 dall'Organizzazione Mondiale della Sanità", precisa Agri, nel ricordare che gli allevatori italiani hanno già ampiamente pagato, si pensi alla mucca pazza, per responsabilità non proprie. "Non vorremmo che, come per altri cibi, si alimentasse la caccia alle streghe con il solo intento di colpire la qualità e la competitività che su di essa è fondata - aggiunge Agri -. Quello che servirebbe è l'educazione alimentare, a partire dalle materie di studio fin dalla scuola primaria; attività per cui il nostro Paese, con le sue tradizioni alimentari, dovrebbe essere apripista ed all'avanguardia".

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