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Giovedì, 1 Dicembre 2022
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Il futuro della frutta: l'uva pre-conservata con l'ozono

Le ultime ricerche del Crea si concentrano sui vegetali per migliorare la durata dei prodotti, sia sugli scaffali che in frigo

Per facilitare il consumo di frutta e verdura, indispensabili per la nostra salute, la ricerca si sta concencentrando per migliorarne la conservabilità, la qualità e la sicurezza oltre che la sostenibilità. Tra le ultime innovazioni, una riguarda un trattamento in pre-conservazione con ozono sperimentato sull'uva. Gli sudiosi hanno messo a punto un prototipo di produzione di ozono da plasma atmosferico all’interno di confezioni sigillate per aumentare la sanità e la durata dei prodotti. Non si tratta della sola avanguardia su cui si concentra il Pofacs, un progetto coordinato dal Consiglio per la ricerca in agricoltura (Crea), che ha appena presentato i risultati dopo il primo anno di attività.

L'obiettivo più ampio è quello di creare prodotti ortofrutticoli pronti da consumare e che si mantengano a lungo in frigorifero. Le sperimentazioni riguardano varie fasi, dall’efficienza d’uso delle risorse alla qualità post-raccolta, inclusa la limitazione dell’impatto ambientale e l'estensione della durata del tempo sugli scaffali (la cosiddetta shelf-life). Una parte delle innovazioni riguarda la creazione di nuove varietà, che risultino più efficienti e produttive e, al tempo stesso, capaci di mantenere la freschezza dopo il confezionamento, come nel caso della rucola. Per questo ingrediente che rientra nella gamma delle insalate, sono state “identificate tecniche molecolari per individuare specie contaminanti e selezionate varietà migliorate per qualità, con contenuto più elevato di vitamina C e polifenoli”, scrive il Crea in una nota. Inoltre gli studiosi hanno lavorato per prolungare la shelf-life e migliorare la resistenza ai principali patogeni del suolo.

Altro protagonista delle ricerche è stato il carciofo, per il quale la gestione è avvenuta in maniera biologica per incrementarne la qualità. Innovazioni riguardano anche la fase di post-raccolta, volta a modificare le condizioni di conservazione e confezionamento. Questo risultato è stato ottenuto adottando imballaggi alternativi più ecosostenibili e trattamenti con olii essenziali. Grande attenzione è stata prestata anche alla sostenibilità del processo, valorizzando i sottoprodotti, come la crescita di probiotici e l'estrazione di nutraceutici, con un occhio rivolto sia alle tendenze di consumo che alle strategie per promuovere i prodotti ortofrutticoli.

Sul melograno, ad esempio, “sono stati definiti i marcatori per la caratterizzazione varietale ed è stato predisposto un sistema per valutare la qualità di frutti frigoconservati”, sottolinea il Consiglio. In questi primi mesi di lavoro, le attività si sono focalizzate sul prototipo di un dispositivo elettro-meccanico per l’estrazione del succo di melograno e alla rimozione degli arilli (la parte esterna dei semi) presenti in modo tale da ottenere un prodotto di più facile consumo. Un passaggio ritenuto fondamentale, perché le caratteristiche peculiari di questo frutto ne rendono molto complessa la lavorazione, non esistendo ancora sistemi automatici non industriali per l’estrazione del suo prezioso succo, ricco di antiossidanti.

A spingere verso questa tipologia di ricerche, c'è la propensione dei consumatori all’acquisto di prodotti ortofrutticoli sostenibili e facili da preparare. Il 56% delle persone intervistate dal Crea ha detto di preferire l'insalata in busta a causa della sua «comodità», mentre il 73% è disposto a pagare un prezzo maggiore per questo tipo di prodotti. Per quanto riguarda le imprese, c'è una diffusa consapevolezza sull’importanza del ruolo del packaging, volto a migliorare la sostenibilità ambientale e rendere più competitivi i prodotti. Prima dell’intervista però solo poche aziende erano consapevoli delle potenzialità degli imballaggi riciclabili, d'altro canto gran parte si è detta disponibile ad adottarli nella catena di produzione dopo che enti di ricerca e Università hanno favorito la loro conoscenza.

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