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Giovedì, 26 Maggio 2022
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Verranno dalla Spagna i primi polpi d'allevamento. Ma gli esperti parlano di crudeltà

I molluschi, cresciuti in cattività in Galizia, potrebbero essere venduti la prossima estate. Uno studio accusa: "Animali solitari e intelligenti. Non possono stare insieme in vasche"

I primi polpi d'allevamento potrebbe arrivare dalla Spagna e finire sulle tavole iberiche dalla prossima estate. Pur trattandosi ancora di un progetto in fase sperimentale, sono già però piovute accuse di crudeltà sull'azienda Nueva Pescanova. Situata in Galizia, sulla costa atlantica, l'impresa ha investito 7,5 milioni di euro in un centro di ricerca e sviluppo vicino a Pontevedra, dove 40 ricercatori sono al lavoro per sviluppare tecniche di acquacoltura in mare. L'azienda ha già superato la sfida di allevare polpi in cattività, dato che le larve mangiano solo cibo vivo. È inoltre necessario un ambiente attentamente controllato.

In Spagna il consumo di polpo è massivo, utilizzato nelle tapas e in piatti celebri, come il “polpo alla gallega”. Per soddisfarlo è ormai necessario ricorrere a molluschi pescati in Marocco, dato che gli stock in Galizia sono ormai esauriti. Nueva Pescanova fa leva su questa situazione per sostenere che i suoi allevamenti sono di supporto alla biodiversità. Vendendo polpi cresciuti in cattività, verrà alleggerito il peso della pesca su quelli presenti in mare. L'azienda possiede già allevamenti che producono rombi in Galizia e gamberi giganti in Nicaragua, Ecuador e Guatemala.

Scienziati e ambientalisti intanto si sono alleati, sostenendo che l'allevamento nelle vasche è crudele. Il polpo è considerato uno degli animali più intelligenti e sensibili. Uno studio della London School of Economics sostiene, inoltre, che: "I polpi sono animali solitari, che sono spesso aggressivi l'uno verso l'altro in spazi confinati”. I ricercatori aggiungono quindi di essere “convinti che l'allevamento di polpi ad alto benessere sia impossibile". Hanno quindi raccomandato al governo britannico di vietare l'importazione di questi animali d'allevamento e di annunciare un divieto preventivo di strutture del genere nel Regno Unito. Già l’Ong Compassion in World Farming aveva pubblicato una ricerca in cui faceva pressione sull'Unione europea per impedire l'autorizzazione dell'allevamento dei polpi, definendoli animali “particolarmente curiosi”. Inoltre, l'organizzazione denunciava la contrarietà di queste pratiche agli orientamenti dell'Ue, che incoraggiano la riduzione in acquacoltura della dipendenza da farine e olio prodotti da pesce selvaggio. Proprio quello necessario per nutrire i polpi, che sono carnivori.

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