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In Asia piace il vino francese. L'Italia arranca

Secondo i dati dell'Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor, una bottiglia su due importata nel Continente viene dal Paese transalpino. Quelle tricolore si fermano al 6%

Il vino parla sempre di più asiatico. La domanda globale di vino dell'Asia Orientale vale 6,45 miliardi di euro di import ed è prossima all'aggancio del Nord America (Canada e Usa), a 6,95 miliardi di euro. Nella corsa al vino, l'Asia Orientale sta facendo gara a sé con un balzo in valore negli ultimi dieci anni del 227% (12,6% il tasso annuo di crescita): 11 volte in più rispetto ai mercati Ue e quasi il quadruplo sull'area geo economica Nordamericana. È il quadro che emerge dallo studio ''Asia: la lunga marcia del vino italiano'', a cura dell'Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor.

Per quanto riguarda l'Italia emerge come, a fronte di una tenuta in terreno positivo del sistema vino made in Italy a livello mondiale (+3,3% nel 2018 sull'anno precedente), la presenza in Asia Orientale sia ancora marginale rispetto alle potenzialità italiane. Dei 6,45 miliardi di euro di importazioni registrate lo scorso anno in Cina, Giappone, Hong Kong, Corea del Sud (ma anche Vietnam, Taiwan, Tailandia, Filippine, Singapore e altre), la Francia, pur in calo, incassa infatti a valore il 50,2% della torta asiatica, per un equivalente di 3,24 miliardi di euro.

La quota di mercato italiana si ferma invece al 6,5% (419 milioni di euro), meno anche di Australia (15,9%, a 1 miliardo di euro) e Cile (8,9%). L'Italia, secondo l'analisi condotta dal responsabile di Nomisma-Wine Monitor, Denis Pantini, è certamente cresciuta nelle vendite, ma meno dei suoi concorrenti: in Cina in 5 anni l'incremento italiano ha sfiorato l'80% mentre le importazioni dal mondo hanno segnato un +106%. Così a Hong Kong (+28% vs +67%) e in Corea del Sud (+36% vs +60%) e soprattutto in Giappone - il mercato più 'tricolore' in Asia - dove le nostre esportazioni non hanno fatto meglio di un +3,4%, contro una domanda del Sol Levante cresciuta di quasi il 30%.

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