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"Alternanza scuola-lavoro per avvicinare giovani all'agricoltura"

La proposta di Agia, l'Associazione dei giovani imprenditori agricoli della Cia. Negli ultimi 4 anni le aziende gestite da under40 sono aumentate del 12% superando oltre le 50 mila unità a metà 2018

Per fare impresa agricola c'è bisogno di un sistema integrato che parta dalla scuola e arrivi sui campi, passando per ricerca e innovazione. Questo il messaggio lanciato dall'Assemblea nazionale di Agia, l'Associazione giovani imprenditori agricoli di Cia, in occasione di Eima 2018, l'appuntamento bolognese con l'Esposizione Internazionale di Macchine per l'agricoltura.

Negli ultimi 4 anni le aziende gestite da giovani agricoltori sono aumentate del 12% superando oltre le 50 mila unità a metà 2018. L'Italia, da un'analisi dell'Ufficio Studi Cia, è sotto la media europea (5,1% contro 6,5%) eppure la nuova generazione fattura più di quanto si riesca a fare a livello di Ue (73 mila euro rispetto ai 45 mila). Un potenziale importante dal punto di vista economico e ancora di più un incubatore reale di conoscenza e creatività, in grado di accelerare lo sviluppo del settore agricolo in chiave sostenibile e resiliente.

Secondo Agia-Cia, però, il processo in atto può contare oggi su due asset strategici che stanno già dando segnali positivi in ambito agricolo, grazie alla condivisione di know-how e saper fare tra mondo delle imprese e istruzione. L'alternanza scuola-lavoro, che con la nuova legge di Bilancio si tramuterà in 'Percorsi per le competenze trasversali e per l'orientamento', è uno di questi. Pur con inevitabili adeguamenti, rappresenta per Agia-Cia lo strumento ideale, europeo, che meglio avvicina gli istituti tecnici, nel caso specifico agrari, ad esperienze dirette in azienda.

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