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Un giorno la C02 potrebbe essere trasformata in mangime per animali

Una start up inglese ha raccolto otto milioni di sterline per finanziare uno studio che potrebbe rivoluzionare il mondo degli allevamenti creando proteine capaci di sostituire la soia

I consumi di soia a livello mondiale sono in rapida crescita, sia perché viene sempre più utilizzata per produrre alimenti, sia per il suo massiccio utilizzo come mangime negli allevamenti. E questo sta facendo aumentare notevolmete il suo impatto ambientale visto il crescere esponenziale dei terreni necessari per coltivarla, comportando anche la deforestazione di regioni come l’Amazzonia. Adesso però la Deep Branch, una start-up britannica, ha raccolto otto milioni di euro per finanziare uno studio che potrebbe portare alla trasformazione dell’anidride carbonica in proteine da utilizzare per l’alimentazione animale, limitando così l'uso del legume a beneficio del pianeta.

Il progetto

La proteina creata da Deep Branch farà affidamento sul riciclaggio del carbonio delle industrie. Il gas di scarico dovrà passare attraverso un processo di purificazione chimica per separare l'anidride carbonica da altri gas prima di poter essere utilizzato. "Ad oggi, le proteine di origine naturale non sono sostenibili ", ha detto il co-fondatore della start-up, Peter Rowe, "ma possiamo produrne di artificiali e di alta qualità senza danneggiare il pianeta". Rowe ha inoltre aggiunto che gli allevatori di animali hanno affermato che “le proteine di Deep Branch, che vengono prodotte in Europa, offrono una fonte di cibo più sicura e meno influenzata dalla geopolitica, dalla stagionalità o dal clima”. Come spiega il Guardian, anche gli insetti potrebbero essere un'alternativa sostenibile alla soia, ma secondo Rowe le proteine della sua start-up possono essere prodotte in grande quantità e a costi bassi. Deep Branch inizierà le sperimentazioni commerciali di mangimi per polli e salmone entro l'estate, inoltre, ha già ricevuto il sostegno delle principali aziende di mangimi per animali europee, BioMar e Ab Agri. Probabilmente costruirà il suo primo impianto commerciale in Norvegia, dove spera di rifornire il settore dell'acquacoltura del Paese.

Consensi e opposizioni

Secondo Mike Allen, professore di scienze ambientali presso l’Università di Exeter, la start-up non dovrebbe essere vista come un progetto per ridurre il cambiamento climatico. “Qualsiasi processo che utilizzi le emissioni di CO2 industriali è ottimo in teoria, ma dovranno essere trasparenti e realistici sulla quantità che stanno effettivamente usando e sulla loro impronta di carbonio complessiva”, ha detto Allen. Il Wwf ha affermato di accogliere con favore questo tentativo di ridurre la dipendenza dalla soia. "Questi processi che utilizzano materiali in eccesso come l'anidride carbonica sono una buona cosa, in quanto non causano, deforestazione, perdita di biodiversità e non hanno bisogno di acqua dolce o fertilizzanti", ha affermato Piers Hart, responsabile dell'acquacoltura del Wwf.

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