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Martedì, 28 Giugno 2022
Innovazione

Sarà possibile far crescere le piante senza terra ma con gli ultrasuoni

L'ultima frontiera dell'agricoltura verticale è in via di sperimentazione in Gran Bretagna. Viene creata una nebbia, che tramite un atomizzatore, viene distribuita in modo omogeneo e secondo le necessità

Fattorie verticali dotate di tecnologia ad ultrasuoni. Sembra essere questo uno degli scenari futuri che si prospetta nel settore agricolo. A sperimentare l'innovazione è la LettUS Grow, un'azienda di Bristol specializzata nel fornire attrezzature per le coltivazioni indoor, in particolare quelle per le verdure a foglia e le erbe aromatiche. L'ultima frontiera è quella di far crescere le piante col suono e per farlo l'azienda ha ottenuto un finanziamento di 2,9 milioni di dollari per l'avviamento del progetto all'inizio del 2020. Fondata nel 2015, la compagnia si è specializzata in aeroponica, il metodo di coltivazione delle piante senza terra, in cui le radici sono sospese, imitando le sacche d'aria che si trovano in un sistema di terreno sano, per cui viene migliorato l'accesso all'ossigeno e la pianta cresce più rapidamente.

L'azienda ha svelato di stare sperimentando in questa fase gli ultrasuoni, un'innovazione votata ad aumentare la produzione alimentare nazionale e al tempo stesso preservare le risorse naturali. Secondo LettUS Grow questa tecnologia, in attesa di brevetto, potrebbe avere un enorme potenziale non solo nel Regno Unito, ma soprattutto in Paesi dove la luce naturale è scarsa durante l'inverno, come nei Paesi scandinavi o in Medio Oriente, dove l'accesso all'acqua è molto limitato dalle condizione geografiche e climatiche. Gli ultrasuoni viaggiano a frequenze superiori a 20mila Hz, ben al di sopra della gamma dell'udito umano. Sono utilizzati di solito nei sonar o nelle immagini, ma l'applicazione nell'orticoltura commerciale su larga scala rappresenterebbe una novità assoluta, secondo la start-up.

Questo metodo di coltivazione alternativo dovrebbe consentire alle radici delle piante di crescere più sane e più velocemente rispetto alla coltura idroponica, che al momento è il sistema di irrigazione più comune usato nelle serre e nelle fattorie verticali. In base alle prove condotte nei suoi laboratori da LettUs Grow questo metodo può far crescere alcune colture fino a due volte più velocemente rispetto a sistemi idroponici analoghi, consumando anche molta meno acqua. Come? La tecnologia a ultrasuoni crea onde sonore ad alta frequenza che scuotono l'acqua fino a farla disperdere in tante minuscole goccioline, come una nebbia, che può essere distribuita e controllata per fornire l'esatta quantità idrica e di nutrienti alle radici delle piante, a seconda delle loro esigenze e dello stadio di crescita.

A dire il vero, l'irrigazione tramite la nebbia anziché con l'acqua liquida non è una novità, essendo già sfruttata ad esempio da aziende israeliane, che utilizzano l'acqua che si accumula nel corso della notte, ridistribuendola poi alle coltivazioni. Secondo il professor Antony Dodd, responsabile del gruppo di ricerca del John Innes Center, questa tecnologia differisce dalle altre, dato che la nebbia viene appositamente creata in un ambiente controllato dagli ultrasuoni, con un miglioramento dell'efficienza. Secondo gli esperti della LettUs Grow, l'aeroponica classica utilizza ugelli per generare nebbia, ma le complessità tecniche e problemi di manutenzione hanno impedito a questo metodo di riscuotere successo in applicazioni agricole su larga scala.

Nella tecnologia ad ultrasuoni l'elemento chiave consiste nell'atomizzatore, il dispositivo che trasforma il liquido in nebbia, eliminando la necessità degli ugelli e consentendo un utilizzo in spazi di coltivazione commerciali molto più grandi. "Se si riesce ad aumentare la velocità di crescita anche solo dell'1 o 2% su larga scala, si può avere un impatto enorme sulla capacità di coltivare alimenti nutrienti, di cui c'è grande bisogno, in modo molto più sostenibile e stiamo assistendo a incrementi fino al doppio", ha dichiarato Lilly Manzoni, responsabile della ricerca e dello sviluppo di LettUs Grow. "Questo significa che ci sono molte applicazioni potenziali diverse per sfruttare questa tecnologia, come ad esempio nella forestale, la produzione di biomassa e altri progetti che potrebbero migliorare e proteggere gli ecosistemi naturali" ha concluso Manzoni.

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