menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Foto Anse EPA/FACUNDO ARRIZABALAGA

Foto Anse EPA/FACUNDO ARRIZABALAGA

L'Ue indietro sulle biomasse da alghe, la sua produzione rappresenta lo 0,28% di quella globale

Gli impianti negli ultimi anni si stanno però diffondendo nella maggior parte dei Paesi membri, decisi a sfruttare questa risorsa dalle forti potenzialità per il futuro

L'Europa ha ancora molta strada da fare per sfruttare il potenziale delle alghe come biomasse e adesso la sua produzione rappresenta solo lo 0,28 per cento di quella globale. Lo si evince dai dati pubblicati dal Centro comune di ricerca della Commissione in una nuova sezione nelle sue pagine Knowledge for Policy, specificamente dedicata alle alghe con tutta una serie di risorse per capire la loro importanza anche come possibile utilizzo come biomasse. La pagina web contiene fatti e cifre sulla produzione di biomassa in Europa, inclusa una dashboard con le sedi di produzione.

Con il termine "alghe" ci si riferisce sia a organismi unicellulari o batteri, che vengono coltivati in stagni aperti o sistemi chiusi, oppure macroalghe, comunemente chiamate alghe, che sono le piante del mare. Queste ultime possono essere coltivate in sistemi di acquacoltura o raccolte da stock selvatiche e sono incredibilmente versatili: possono essere utilizzate per alimenti e mangimi, cosmetici, prodotti farmaceutici, plastica, fertilizzanti e combustibili e si continuano a scoprire nuove applicazioni. Non c'è da stupirsi che la produzione di biomassa di alghe sia in aumento in tutto il mondo già dagli anni Cinquanta ma per l'Ue tuttavia, rappresentano ancora una risorsa in gran parte inutilizzata.

Nel 2016, la produzione di biomassa di alghe del blocco ha contribuito solo allo 0,28% alla produzione globale. Ma la produzione sta riprendendo e gli impianti di produzione sono nel frattempo presenti nella maggior parte dei Paesi membri. In quanto materia prima rinnovabile, a basse emissioni di carbonio, con un grande potenziale per creare nuovi mercati e posti di lavoro, non da ultimo nelle zone costiere, svolgeranno un ruolo importante nel Green Deal europeo così come nel piano Farm to Fork per un sistema alimentare sostenibile. In tutto il mondo, le alghe vengono coltivate mentre in Europa il 98% della biomassa di macroalghe è stato raccolto da stock selvatici nel 2016, sebbene i sistemi di acquacoltura stiano diventando più comuni. Il problema è che la raccolta dalle alghe selvatiche non è priva di rischi.

L'abbondanza di diverse specie sfruttate commercialmente in Europa è già diminuita in alcune regioni a causa del raccolto eccessivo. Anche il riscaldamento globale, la scarsa qualità dell'acqua e l'introduzione di specie alloctone giocano un ruolo nel loro declino. Pertanto, è necessario garantire che le risorse di alghe siano sfruttate in modo sostenibile.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

L’export agroalimentare italiano sempre più sostenibile

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

AgriFoodToday è in caricamento