Sabato, 19 Giugno 2021
Innovazione

Berlino chiede che in Ue si segnali la provenienza delle uova anche nei prodotti che le contengono

La ministra dell’agricoltura tedesca propone l’etichettatura obbligatoria sia per il benessere degli animali sia per migliorare la salute umana

La Germania vuole che tutti gli alimenti che contengono uova lavorate, come per esempio la maionese o i prodotti preconfezionati da forno, segnalino il tipo di allevamento da cui provengono. Questa proposta è arrivata dalla ministra dell’Agricoltura tedesca Julia Klöckner durante una videoconferenza informale dei ministri omologhi degli altri Stati membri. La donna ha invitato la Commissione europea ad elaborare un piano per un sistema di etichettatura obbligatoria affinchè la stabulazione delle galline ovaiole sia indicata in tutti gli alimenti che contengono uova lavorate. “Molti consumatori vogliono ancora più trasparenza su quello che mangiano e soprattutto pretendono più informazioni sulle condizioni degli animali", ha detto Klöckner durante l'incontro, sostenendo che il tipo di allevamento utilizzato nella produzione di uova è legato al benessere delle galline ovaiole. La ministra tedesca ha spiegato che nell’ambito di Farm to Fork, la politica alimentare di punta dell’Ue c’è bisogno di “fare di più per migliorare la salute umana e anche questo è un modo per farlo".

Le reazioni di colleghi e Commissione alla proposta

Nel corso della riunione, molti colleghi di Klöckner hanno espresso preoccupazioni soprattutto relative all’aumento della burocrazia. “Non vogliamo che le imprese si trovino più scartoffie” ha avvertito il ministro dell’Agricoltura italiano Stefano Patuanelli, che pur essendo favorevole all’iniziativa, ha spiegato che qualsiasi decisione presa deve essere fatta in modo “da non rendere difficile la vita ai produttori di alimenti”. Al contrario, la ministra greca Spillos Livanos ha sostenuto che l’azione dell’Ue sull’etichettatura sul benessere degli animali “è già sufficiente e non dovrebbe andare oltre quanto già in atto”. Per lei la cosa più importante è “garantire che le imprese alimentari non siano eccessivamente gravate da tutto questo”. Inoltre, diverse delegazioni, comprese l'Ungheria e la Bulgaria, hanno espresso preoccupazioni in merito alla parità di condizioni per i produttori di alimenti in tutta l'Ue. "Un requisito di etichettatura obbligatoria distorcerebbe il mercato unico, creando svantaggi competitivi ingiustificati per gli operatori", ha affermato l'ungherese Zsolt Feldman. La commissaria europea per la Salute Stella Kyriakides ha accolto favorevolmente l'iniziativa di Klöckner, sottolineando che l’esecutivo stava già lavorando sulla questione. Come spiega Euractive, la proposta di Klöckner arriva dopo che il Consiglio dell’Ue, nel dicembre 2020, aveva già approvato dei progetti per un’etichetta per il benessere degli animali a livello comunitario, che al momento sono in mano ad un gruppo di lavoro della Commissione che dovrebbe presentare delle conclusioni prima dell’estate. Tuttavia, Kyriakides ha sottolineato che poiché più della metà delle galline ovaiole sono attualmente tenute in gabbie “l'estensione degli obblighi di etichettatura per le uova trasformate potrebbe accelerare il passaggio a metodi di allevamento alternativi”, per questo ha annunciato che sta valutando la possibilità di inserire questa proposta nella strategia Farm to Fork.

L'appoggio dell'industria

L'industria avicola tedesca ha appoggiato l'iniziativa, affermando che i produttori sostengono da tempo l'etichettatura obbligatoria delle uova lavorate. Invece, quelle non trasformate hanno già un sistema per cui deve essere indicato il tipo di allevamento da cui provengono le galline ovaiole."Abbiamo urgentemente bisogno di disposizioni a livello comunitario su questo tema, poiché più della metà delle uova viene consumata attraverso alimenti processati", ha affermato Henner Schönecke della German Federal Egg Industry Association, aggiungendo che l'industria sarebbe felice di supportare gli attori politici nello sviluppo di un sistema armonizzato. Inoltre, gli attivisti per il benessere degli animali hanno elogiato la proposta di Klöckner. Addirittura Inês Ajuda, leader del programma sugli animali d'allevamento presso l'Eurogroup for Animals ha detto cje l'etichetta “deve indicare in modo chiaro e conciso i metodi utilizzati per la produzione durante l'allevamento, il trasporto e la macellazione”.  

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