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Martedì, 4 Ottobre 2022
Agri&Tech

La startup italiana che applica la blockchain per tracciare la filiera agricola

Il progetto Track4Trust intende valorizzare i piccoli produttori e garantire i consumatori. Mira a ridurre il potere degli intermediari. E le speculazioni

Un progetto ad alto impatto sociale e ambientale, che intende valorizzare prodotti agricoli di qualità e le piccole realtà aziendali che li creano. Questo in sintesi il progetto Track4Trust, lanciato dalla startup milanese Spartan Tech, specializzata nello sviluppo di soluzioni blockchain con un'attenzione peculiare alla sostenibilità. Facilità d’uso e costi accessibili sono le altre caratteristiche della società.

"Il progetto si basa sulla valorizzazione dei piccoli produttori [...] dandogli la possibilità di comprendere quali sono i prodotti che devono coltivare e capendo cosa il mercato è realmente interessato ad avere. In una filiera così lunga sono informazioni a cui i piccoli produttori oggi non hanno accesso”, ha spiegato Paul Renda, amministratore delegato della startup. “Con lo stesso format abbiamo partecipato a una gara internazionale molto complessa che punta a tracciare i prodotti di oltre trentamila piccoli produttori africani di caffè. Soggetti che subiscono le dinamiche di mercato e che con questo progetto potranno ricavare una parte del valore aggiunto” ha proseguito Renda.

In precedenza SpartanTech aveva lanciato, in partnership con LifeGate e Lifecredit, la prima piattaforma in blockchain per la gestione integrata di eco-bonus, sisma-bonus e ristrutturazione edilizia. L’obiettivo era quello di tutelare sia clienti che le casse dello Stato. L'idea di base è di far beneficiare di determinati servizi non solo i grandi operatori commerciali e le imprese più strutturate ma anche realtà più piccole che rischierebbero altrimenti di essere escluse dall’evoluzione tecnologica o comunque rallentate nella sua acquisizione.

L'Italia non è l'unico Paese in cui la società opera, dato che è presente anche in altri Paesi. In Kenia, ad esempio, è stato avviato un progetto per la tracciabilità di filiera della frutta secca, che punta su un alto livello di analisi e trasparenza. Dalla semina al consumatore finale vengono tracciati, monitorati e analizzati tutti i passaggi della filiera,in maniera tale da capire quali sono le migliori metodologie di produzione e, in parallelo, “quali scelte di processo permettono di portare maggior beneficio ai consumatori in termine di qualità della vita”.

Un nodo critico riguarda gli intermediari, che in gran parte dei casi trattengono e accumulano il valore aggiunto dei prodotti e, in questo periodo in particolare tendono a speculare vista la carenza o gli alti costi di numerose materie prime. Grazie all’aggregazione dei dati di produzione e all’elaborazione di informazioni, il progetto offre alle cooperative che aderiscono al progetto suggerimenti importanti relativi sia al prodotto che al processo di lavorazione, fino ad arrivare alle oscillazioni nelle richieste da parte di buyer internazionali.

“Oggi le esigenze sono dettate dai trader che determinano quale prodotto ha senso o no portare sul mercato. Riteniamo che ciò abbia dato vita a speculazioni e a sistemi che penalizzano sia i consumatori che i piccoli produttori. Stiamo lavorando per portare un vantaggio in termini di trasparenza, riequilibrio e, non ultimo, promozione della sostenibilità” precisa ancora Rende. Una migliore redistribuzione del valore aggiunto dovrebbe mettere in condizione i coltivatori di reinvestire, con benefici sia nella qualità delle produzioni che nello sviluppo del proprio territorio.

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