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Domenica, 5 Febbraio 2023
Svolte vegan

La carne sintetica conquista la finanza mondiale: "Serve a decarbonizzare l'economia"

A Davos, dove si indirizzano gli investimenti globali del futuro, presentato un report che raccomanda l'acquisto di alimenti a base di proteine vegetali da parte di governi, scuole e ospedali

Le diete vegetali mettono a segno un canestro da tre a Davos, la città svizzera dove sono riuniti i grandi della finanza mondiale. In un rapporto presentato questa settimana al World economic forum, dove si stanno discutendo i prossimi investimenti a livello globale, tra le soluzioni proposte per aiutare il mondo a uscire dall'era del carbone spuntano anche gli alimenti creati con proteine vegetali. Secondo gli autori dello studio, la carne in provetta è uno dei tre "super punti di leva" capaci di decarbonizzare rapidamente l'economia. E per questo, il documento ne raccomanda l'acquisto da parte di governi, inserendoli nei menù delle istituzioni, di scuole e ospedali.

I punti di leva

Il rapporto, prodotto da un team internazionale che comprende la società di consulenza Sistemiq e l'Università di Exeter, indica alcuni "punti leva" utili a spingere l'economia globale verso emissioni zero, con effetti di vasta portata in 10 dei settori che emettono di più. Questa condizione è denominata 'effetto breakthrough'. Per 'punti di leva' si intendono piccoli interventi capaci di determinare un grande effetto, non solo riducendo le emissioni in un settore chiave, ma supportando al contempo cambiamenti più veloci in altre parti dell'economia. Il report inserisce nella categorie le tre tipologie di "alternative" alla carne: le proteine derivanti direttamente da frutta e verdura, quelle da microrganismi e la carne derivante da cellule animali, cioè la cosiddetta 'carne sintetica' o 'coltivata'.

Sostegno pubblico

L'avanzata delle proteine vegetali rispetto a quelle animali viene reputato un pilastro della decarbonizzazione, ma oltre alle scelte individuali necessiterebbe di una spinta da parte dei governi. "Gli appalti pubblici (a esempio nelle scuole, negli ospedali e nei dipartimenti governativi) potrebbe essere una potente leva per aumentare l'assorbimento di questi prodotti, portando a una riduzione delle emissioni degli allevamenti", si legge in una sintesi del report. Secondo i calcoli degli autori, si libererebbero in tal modo "circa 400-800 milioni di ettari di terreno, pari al 7-15% dei terreni agricoli globali odierni". Le proteine vegetali grazie alle commissioni pubbliche potrebbero conquistare una quota di mercato pari al 20% entro il 2035, mentre oggi si attesta ad appena il 2% con Stati Uniti e Cina tra i Paesi che più apprezzano questi cibi. In base a questi dati si riuscirebbe a liberare "terra disponibile per lo stoccaggio di carbonio e la biodiversità", sostiene il report.

Effetti a cascata

Insieme agli alimenti a base ????vegetale, le altre due svolte cardine sarebbero: appalti per la vendita di veicoli elettrici e investimenti che richiedono l'uso di "ammoniaca verde" nella produzione di fertilizzanti agricoli. Secondo gli esperti coinvolti, questi cambiamenti potrebbero innescare una cascata positiva, in grado di supportare l'aumento del solare e dell'eolico nel settore elettrico, idrogeno più economico nelle industrie marittime e siderurgiche nonché ridurre i fenomeni di deforestazione, spesso connessi agli allevamenti intensivi e alle coltivazioni necessarie per il bestiame. "I settori economici ad alte emissioni non sono isolati: sono profondamente interconnessi e le soluzioni a zero emissioni possono influenzare le transizioni in più settori contemporaneamente", ha dichiarato Simon Sharpe, autore principale del rapporto. Immediato il consenso da parte di alcune organizzazioni vegane. "Accogliamo con grande favore questo riconoscimento ad alto livello del ruolo che gli alimenti di origine vegetale svolgono nella prevenzione del collasso dell'ecosistema", ha dichiarato Jasmijn de Boo, vicepresidente di ProVeg International.

L'esempio di New York

Questa scelta è già stata adottata in parte nella città di New York, dove a ottobre 2022 si è scelto che gli ospedali servano solo piatti a base vegetale. La scelta è derivata dalla collaborazione tra l'ufficio del sindaco Eric Adams, l'organizzazione che gestisce gli ospedali della città, e The Better Food Foundation, organizzazione no profit che mira ad aiutare le strutture sanitarie a migliorare le diete e ridurre i costi alimentari di queste strutture. Al momento le opzioni di carne sono ancora disponibili per coloro che le desiderano, ma gli ospedali offrono come prima scelta piatti a base vegetale per ogni pasto. L'iniziativa ha riscontrato un discreto successo, con il 60% circa dei pazienti che ha scelto i piatti vegani, di cui solo l'1% si è dichiarato vegetariano o vegano. Il grado di soddisfazione sarebbe pari al 95%.

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