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Lunedì, 15 Aprile 2024
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Così l'Italia disegna il Dna dell'orzo del futuro

Tramite un finanziamento Ue, il Crea studia con altri partner europei come migliorare le qualità di questo cereale tramite le nuove tecniche di modifica genetica delle piante

Un orzo più produttivo e che permetta un uso più efficiente dell'acqua. Questo l'obiettivo che si prefissa il Crea, l'ente governativo italiano impegnato nell'innovazione dell'agroalimentare, operando tramite l'uso di mutazioni genetiche e di Tecniche di evoluzione assistita (Tea). Il suo Centro di Genomica e Bioinformatica partecipa a Best-Crop (Boosting photosynthESis To deliver novel CROPs for the circular bioeconomy). Si tratta di un progetto finanziato dall'Unione europea tramite Horizon Europe cui partecipano altri 17 partner europei. All'Italia spetta anche il coordinamento, realizzato dall’Università di Milano.

Il progetto scommette sull’innovazione genetica e,n nello specifico, nelle modifiche di alcuni geni coinvolti nella fotosintesi e nello sviluppo della pianta, facendo appunto ricorso alle Tea. "Best-Crop si propone di aumentare l’efficienza della fotosintesi per avere piante più grandi (maggiore biomassa) e più produttive semplicemente utilizzando meglio la luce solare (a parità di concimazione e consumo idrico)", si legge in una nota del Crea.

In un’ottica di economia circolare, precisa l'ente, verranno poi selezionate linee di orzo con specifiche caratteristiche qualitative della paglia in modo da poterla destinare alla produzione di nuovi prodotti ad alto valore aggiunto. In particolare si punta ad ottenere proteine e grassi a seguito della conversione ad opera di insetti, come pure nuovi materiali ecocompatibili per l’edilizia.

Nell’ambito del progetto saranno identificati i singoli geni necessari per disegnare "l’orzo del futuro". Dovrebbe trattarsi di almeno 3-4 geni in grado di migliorare la fotosintesi, oltre ai fattori genetici per la qualità della paglia. Spetterà al dipartimento di Genomica e Bioinformatica il compito di assemblare tutte le componenti genetiche del nuovo orzo. In una sorta di catena di montaggio genetico, verranno selezionate varietà più produttive e caratterizzate da paglie con caratteristiche qualitative tali da attribuire maggior valore alla coltivazione dell’orzo. Il governo italiano ha da poco inserito in un emendamento del Decreto legislativo Siccità l'autorizzazione di sperimentare nei campi le piante ottenute tramite tecniche Tea.

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