Sabato, 25 Settembre 2021
Innovazione

Così si può proteggere la filiera degli agrumi grazie alla Blockchain

Dieci aziende hanno lanciato in Sicilia un progetto sperimentale che consente di documentare, attraverso una piattaforma condivisa, la tracciabilità e la trasparenza della catena agroalimentare, nell'ottica della transizione verde e digitale prevista da Next Generation Ue

Meno frodi nella filiera degli agrumi siciliani e più garanzie, per consumatori ed enti certificatori, grazie alle sperimentazioni sulla Blockchain. È questo lo scopo di un progetto lanciato da dieci aziende "pioniere" del Distretto agrumi di Sicilia. Queste imprese hanno deciso di utilizzare la tecnologia di nuova generazione che consente alle imprese agroalimentari di documentare, attraverso una piattaforma condivisa e un archivio dati non modificabile, la tracciabilità e la trasparenza di tutti i processi di filiera: dai sistemi di coltivazione e trasformazione degli agrumi (trattamenti sul campo, raccolta, lavorazione per confetture, succhi e bibite) fino all'arrivo sullo scaffale del supermercato: una mappa che documenta a consumatori, enti e catene di distribuzione i vari passaggi e garantisce provenienza e trattamento dei prodotti.

Una tecnologia, quella della Blockchain, che in Italia comincia a muovere i primi passi nell'agroalimentare ma che è destinata ad entrare nei processi di acquisto accrescendo il posizionamento e la reputazione delle aziende che, per prime, la adotteranno. Partner del progetto è Foodchain spa che, in esclusiva per le aziende socie del Distretto Agrumi di Sicilia, ha messo a disposizione una piattaforma (dApp) appositamente creata e che in futuro, grazie allo staff di sviluppatori che perfezioneranno il sistema e le sue applicazioni, potrà dialogare con i gestionali delle singole aziende ma anche, nell'ottica del web collaborativo, con altre tipologie di blockchain. Un'idea, questa della piattaforma sperimentale di Foodchain, scaturita al termine di un corso di formazione di 80 ore sull'uso della Blockchain e di un seminario organizzati dal Distretto e seguiti con molto interesse dagli addetti ai lavori.

"La blockchain è un passaporto per il futuro della filiera agrumicola siciliana nell'ottica della transizione verde e digitale delle imprese peraltro prevista da Next Generation Ue”, spiega Federica Argentati, presidente del Distretto. Questo l'obiettivo del nostro concepito prima dello scoppio della pandemia di Covid-19. “Come Distretto ci siamo impegnati insieme ai nostri partner per consegnare agli associati gli strumenti per essere competitivi a medio e lungo termine sui mercati, ma anche costruire un rapporto più diretto e trasparente con il consumatore, sia nell'e-commerce che al dettaglio", ha spiegato ancora Argentati.

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