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Lunedì, 5 Dicembre 2022
L'analisi

Coltivare grano con l'agricoltura verticale può aiutare davvero la sicurezza alimentare?

Una startup tedesca prevede su larga scala rese 26 volte superiori a quelle in campo aperto. Anche in indoor occorrono però spazi enormi e tanta costosa elettricità

Piani e piani di grano distribuiti in fattorie indoor grazie all'agricoltura verticale. Questa la prospettiva di una startup tedesca, che afferma aver coltivato "con successo" il prezioso cereali e cerca finanziamenti per farlo su larga scala. L'esperimento potrebbe costituire una svolta nella produzione di cereali nell'Unione europea? Messi in crisi dal conflitto in Ucraina e dal blocco parziale delle esportazioni da parte di Kiev, i governi europei cercano soluzioni alternative per incrementare l'indipendenza da alimenti e fattori produttivi (come i fertilizzanti) provenienti da Paesi extra-Ue. 

Tentativi

La Infarm, una startup con sede a Berlino, ha realizzato la coltura di grano in una fattoria indoor senza terra. Non si tratta del primo esperimento realizzato per coltivare "grano verticale". Al giorno d'oggi la resa media mondiale all'anno è pari a 3,2 tonnellate per ettaro. Già nel 2020 il Potsdam Institute for climate research aveva realizzato uno studio, provando a dimostrare che il grano coltivato su un singolo ettaro di terreno in un impianto verticale indoor a 10 strati potrebbe avere rese da 220 a 600 volte superiori rispetto a quelle attuali.

Vantaggi e limiti

"Indipendentemente dal clima, dalla stagione e dalla regione, la coltivazione indoor del grano potrebbe essere migliore dal punto di vista ambientale, poiché è necessaria una minore superficie terrestre insieme al riutilizzo della maggior parte dell'acqua, un uso minimo di pesticidi ed erbicidi e nessuna perdita di nutrienti", si legge nello studio. I ricercatori ammettevano al tempo stesso che risulta ancora improbabile che la coltivazione indoor del grano sia economicamente competitiva con gli attuali prezzi di mercato. Ciò nonostante questa coltura in verticale potrebbe svolgere un ruolo essenziale nella protezione contro i cambiamenti climatici o "altre interruzioni impreviste del sistema alimentare".

Urgenze mondiali

Dal momento della pubblicazione accademica ad oggi sono cambiati prezzi e situazione geopolitica. La siccità imperante, la guerra in Ucraina e il blocco delle esportazioni sul Mar Nero stanno spingendo sempre più aziende e governi ad investire su colture alternative e geneticamente resistenti, come pure sui cosiddetti 'nuovi cibi' e su tecnologie all'avanguardia. In un 2022 caratterizzato da un conflitto, che vede coinvolto uno dei principali esportatori di grano al mondo, ed eventi climatici estremi, la prospettiva di coltivare materie prime attraverso un'agricoltura in ambiente controllato risulta molto allettante. Anche per questo la startup Infarm ha investito in un esperimento finora unico.

Rese superiori

Dai primi test risulta che si possa prevedere una resa di 11,7 chili per metri quadri all'anno. Se proiettata su scala, si otterrebbero rese 26 volte superiori rispetto a quelle in campo aperto. Con un maggiore sviluppo tecnologico, sostiene la società tedesca, le rese indoor potrebbero aumentare di un ulteriore 50%. La Infarm dichiara di aver già realizzato partnership con oltre 30 tra le principali catene di vendita al dettaglio del mondo in 10 Paesi del Nord America, dell'Asia e dell'Europa. L'obiettivo è di espandersi entro il 2030 Infarm in 20 Paesi di questi tre continenti e in Medio Oriente. "Essere in grado di coltivare il grano indoor è una pietra miliare per Infarm e di notevole importanza per la sicurezza alimentare globale, poiché il grano è una coltura ricca di calorie ma ricca di risorse che è una componente fondamentale delle diete in tutto il mondo", ha dichiarato in una nota Erez Galonska, amministratore delegato e co-fondatore di Infarm. Coltivare grano indoor avrebbe due vantaggi: una produzione più locale durante tutto l'anno e una maggiore disponibilità che prescinda da scossoni nelle relazioni tra Stati.

Controindicazioni

La pillola però non è così dorata. Fino ad ora, le fattorie verticali hanno concentrato le coltivazioni su verdure a foglia verde, erbe aromatiche, funghi e stanno aprendo le porte a colture speciali come fragole, peperoni e pomodorini. Che sia in orizzontale o in verticale, il grano richiede comunque molto più spazio. Come ha notato Bloomberg, questo cereale richiede più terra di qualsiasi altra coltura: "Per soddisfare i bisogni attuali con le rese previste da Infarm sarebbero necessarie fattorie indoor che superino l'area coltivata a grano in Francia". Va notato che anche sul settore dell'agricoltura verticale si è riversato l'impatto della guerra. I costi energetici e di produzione si sono alzati anche in questa nicchia, che richiede tanta costosa elettricità. Insomma potrebbe arrivare presto la disillusione anche per questa soluzione, tanto tecnologica quanto energivora. Per questa ragione gli esperti chiedono alle società di agricoltura verticale di essere più caute nelle promesse e di concentrarsi sui necessari correttivi per rendere i loro esperimenti veramente utili per una sicurezza alimentare diffusa.

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