Sabato, 19 Giugno 2021
Innovazione

Un pesce aiuterà gli astronauti a raggiungere Marte

Secondo gli scienziati la replica dell'ibernazione di una particolare specie potrebbe proteggere i viaggiatori spaziali durante il tragitto verso il pianeta

Un pesce potrebbe aiutare gli astronauti a raggiungere Marte. Si tratta del pesce zebra, una spescie che riesce a ridurre al minimo la sua attività metabolica tramite un processo di ibernazione, noto come torpore indotto. Secondo gli scienziati replicando questa condizione biologica, si riuscirebbe a proteggere gli astronauti non solo dalle radiazioni, ma anche dalle dure condizioni del volo spaziale. Inoltre, il torpore indotto, che protegge le specie in contesti difficili, come la scarsità di cibo e le basse temperature, potrebbe aiutare gli astronauti a sprecare meno energie durante il salto spaziale. Lo afferma uno studio condotto dalla Queen's University di Belfast e pubblicato sulla rivista Mdpi Cells.

Per condurre il loro studio, i ricercatori hanno esposto il pesce zebra a radiazioni simili a quelle che si sperimenterebbero nel corso di un viaggio di sei mesi si Marte. In questo modo hanno scoperto questo tipo di  radiazioni ha causato segni di stress ossidativo negli animali e arresto del ciclo cellulare.  Gli studiosi hanno quindi preso in considerazione un secondo gruppo di pesci zebra a cui hanno indotto il torpore. Successivamente, li hanno esposti alla stessa dose di radiazioni e hanno poi analizzato gli effetti.  I risultati hanno rilevato che il torpore abbassava il tasso metabolico all'interno del pesce zebra e creava un effetto radioprotettivo, proteggendolo dagli effetti nocivi delle radiazioni. 

Il professor Gary Hardiman, ricercatore dell'Istituto per la sicurezza alimentare globale (Igfs) presso Queen's e autore senior dello studio ha dichiarato che poichè la Nasa prevede di tornare sulla Luna e poi su Marte nei prossimi anni "ci siamo messi all'opera per trovare dei metodi di protezione degli astronauti  durante i viaggi spaziali più lunghi".   “Abbiamo deciso di studiare se il torpore indotto è una contromisura efficace agli effetti nocivi del volo spaziale" ha spiegato Hardiman, aggiungendo che se gli esseri umani potessero replicare un modello simile di ibernazione che abbiamo osservato nel pesce zebra "potremmo diventare una specie di viaggiatori spaziali". Lo studioso ha spiegato che cambiando il metabolismo degli astronauti,  questi avranno meno bisogno di "cibo, ossigeno o acqua e c'è la possibilità che riusciranno a ridurre l'energia consumata". 

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