Sabato, 23 Ottobre 2021
Innovazione

L’Ue punta sull’innovazione per combattere la fame nel mondo

La Commissione stanzierà 140 milioni di euro per progetti che mirano a incrementare la produttività basandosi sui processi ecologici e sostenibili

Combattere la fame puntando sull'innovazionee i sistemi alimentari sostenibili. E' il piano della Commissione europea che investirà a questo scopo 140 milioni di euro. Lo ha annunciato  Ursula von der Leyen, intervenendo all’evento Global Citizen Live, e presentando un piano più ampio che comprende anche investimenti di 25 milioni per l'education Education Cannot Wait (Ecw), un fondo globale destinato all’educazione dei bambini in situazioni d’emergenza e crisi permanenti, con particolare attenzione per le bambine, i bambini con disabilità, i bambini appartenenti alle minoranze e altri gruppi marginalizzati.

Innovazione alimentare

I 140 milioni saranno investiti attraverso il Consultative Group for International Agricultural Research (Cgiar) che con questi soldi rafforzerà le sue capacità d’intervento e rinnoverà il suo portfolio di ricerca e innovazione per occuparsi di metodi di produzione e per ampliare le soluzioni basate sulla natura e gli approcci basati sugli ecosistemi, al fine di incrementare la produttività basandosi sui processi ecologici per contribuire alla sostenibilità ambientale e socio-economica. Il Cgiar, fondato nel 1971, è una rete di 15 centri di ricerca sparsi in tutto il mondo in cui circa 8mila scienziati conducono ricerche sui sistemi alimentari in Africa, Asia, America Latina, Caraibi e area del Pacifico. L’obiettivo del progetto è quello di contribuire a nutrire una popolazione in rapida espansione, cercando al contempo di affrontare le sfide del ventunesimo secolo: ad esempio, trasformare i sistemi alimentari nel contesto della crisi climatica e preparare il mondo a futuri shock come quello del Covid.

Minacce esistenziali

La Commissione sottolinea che la crisi climatica, l’esaurimento delle risorse naturali, la perdita della biodiversità: sono tutte minacce esistenziali all’umanità e stanno plasmando il nostro secolo. Queste stesse minacce impediscono anche di fornire cibo e sicurezza alimentare a tutti: causano malattie, disuguaglianze, rivolgimenti popolari e conflitti. Quanto ai sistemi alimentari, essi sono al contempo causa e conseguenza di queste dinamiche. Eppure, se gestiti diversamente, possono diventare parte della soluzione e guidare il cambiamento, portando soluzioni e ispirazione anche in altri settori. Perché questo avvenga, sono fondamentali conoscenza, capacità, qualità delle partnership, innovazioni contestualizzate e azioni coordinate a livello globale. Un ripensamento radicale dei sistemi alimentari mondiali potrebbe portare all’eliminazione definitiva della fame e della malnutrizione.

Il programma di educazione

Per quanto riguarda il programma sull'educazione i 25 milioni destinati all’Ecw raddoppiano di fatto il precedente budget Ue per il programma, portandolo ora a 52,5 milioni. Questi fondi serviranno a difendere il diritto dei bambini, anche i più vulnerabili, a un’educazione sicura e di qualità per fare in modo che nessuno venga lasciato indietro. Un’educazione di qualità è un diritto umano fondamentale e gioca un ruolo fondamentale per progredire con gli SDGs. Durante la pandemia, tuttavia, 1 miliardo e 600 milioni di bambini non sono andati a scuola a livello globale, e milioni potrebbero non farvi più ritorno. Il rischio è quello di perdere decenni di progresso in tutto il mondo. L’Ecw fa sì che i governi, le istituzioni multilaterali e il settore privato possano finanziare programmi educativi a tutto tondo per bambini e ragazzi affetti da crisi di vario genere. È stato progettato per essere flessibile e per raggiungere i soggetti più vulnerabili, gli esclusi e quelli difficili da raggiungere. Dalla sua creazione, nel 2016, il fondo ha aiutato oltre 4 milioni e mezzo di ragazze e ragazzi vulnerabili in situazioni fragili e contesti di crisi ad ottenere un’educazione inclusiva e di qualità in un ambiente sicuro e protettivo, mentre un supporto anche sanitario è stato offerto a quasi 30 milioni di ragazzi vulnerabili durante la pandemia. Nel solo 2020, la pandemia da Covid ha spinto qualcosa come 100 milioni di persone in estrema povertà, e 500 milioni sotto la soglia della povertà – meno di 5,5 dollari al giorno. In risposta all’impatto della pandemia sui paesi partner, l’Ue, i paesi membri e le istituzioni finanziarie dedite allo sviluppo hanno risposto con un pacchetto di supporto del valore di 46 milioni di euro tra aprile 2020 e aprile 2021. Questo pacchetto sarà rimpolpato da altri 80 milioni di euro dal bilancio 2021-27 per l’azione esterna dell’Unione, dei quali almeno il 20% sarà dedicato allo sviluppo umano, soprattutto alla salute e l’istruzione.

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