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Foto Ansa EPA/WU HONG

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Un ponte per avvicinare le aziende della food innovation di Italia e Cina

Future Food Institute (Ffi) fondato a Bologna nel 2014 ha aperto una nuova sede alle Nazioni Unite di Shanghai

Promuovere gli scambi nel settore agroalimentare tra Italia e Cina e instaurare un ponte di collaborazione tra le aziende dei due paesi nella food innovation. È con questo obiettivo che l'istituto Future Food Institute (Ffi) fondato a Bologna nel 2014 ha aperto una nuova sede alle Nazioni Unite di Shanghai e nello stesso tempo ha firmato un accordo con Food Talk, prima piattaforma cinese sulle innovazioni agroalimentari. "La relazione con la Cina - spiega Sara Roversi, fondatrice dell'Istituto - si instaura in un momento strategico, considerata la grandezza del mercato e il fabbisogno di innovazione in termini di food safety, ma anche di ricaduta positiva della food innovation sul cambio climatico, sfida particolarmente sentita dalla Cina e su cui striamo lavorando con la rete dei Climate Leaders e attraverso il programma Future Food for Climate Change".

L'apertura delle sede cinese è frutto di tre anni di progetti e relazioni con la Cina iniziati nel 2016 e incrementati lo scorso anno con la missione a Shanghai con la Regione Emilia Romagna in occasione della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo. Incontri che hanno permesso al Ffi di capire il valore di questo paese in termini di competenze e capitali, la velocità di questo mercato e la proiezione all'innovazione costante, ma al contempo gli impatti ambientali e sociali che genera con la necessità di competenze specifiche.

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