“Mattatoi automatizzati con addetti-robot”. Ecco come cambierà la lavorazione della carne

Il Covid ha messo in evidenza gli enormi rischi epidemiologici dei centri di macellazione. Ma la tecnologia potrebbe aiutare a rendere il settore più sicuro

A seguito del coronavirus, l’uso di robot capaci di macellare bovini e suini è destinato a diffondersi rapidamente e su larga scala nel settore della lavorazione delle carni. È quanto afferma al sito di notizie Politico Josef Schmidhuber, esperto delle Nazioni Unite in materia alimentare. Focolai e contagi hanno colpito i mattatoi a livello globale, mettendo a nudo i rischi dei ritmi intensivi di lavorazione dei capi. 

La previsione

Da qui l’idea di affidare alle macchine il ruolo oggi ricoperto quasi esclusivamente da persone. "Il lavoro umano sarà sempre più rimpiazzato dalle macchine”, sostiene Schmidhuber, vicedirettore della divisione commercio e mercati dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura. Una trasformazione che rappresenterà "un cambiamento fondamentale per il futuro".

I fattori di rischio

Ci sono diverse ragioni per cui il contagio ha colpito più duramente i mattatoi rispetto alle altre attività economiche. Innanzitutto ci sono la mancanza di dispositivi di protezione individuale e le condizioni precarie in cui lavorano gli addetti al settore, spesso stipati in luoghi affollati dove praticare il distanziamento sociale è pressoché impossibile. Poi c’è anche il largo impiego di manodopera straniera e poco qualificata che rende il contesto ancora più difficile da sottoporre a regole certe imposte dalle autorità sanitarie.

I cani-robot

L'automazione sta già rivoluzionando l’allevamento. L’impresa Boston Dynamics ha già prodotto prototipi di cane pastore, attualmente in fase di sperimentazione a Singapore, dove il robo-dog di nome "Spot" è stato utilizzato per imporre il distanziamento sociale.

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Il settore del pollo

Soprattutto negli Stati Uniti, i mattatoi e i centri di lavorazione delle carni rappresentavano almeno 12 dei 25 punti focolai di crisi più alti del Paese. L’Europa è riuscita a contenere il rischio in maniera più efficace rispetto all’altra sponda dell’Oceano, ma a discapito dei ritmi di produzione. La “dipendenza del settore dal lavoro specializzato porterà all'automatizzazione nelle operazioni di macellazione dei suini e dei bovini simile a quella che abbiamo visto nel settore della lavorazione della carne di pollo, ormai completamente automatizzato”, sottolinea Schmidhuber.

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