Come migliorare la catena alimentare? Con i microbi

Enea ha presentato il progetto europeo che prevede di utilizzare il microbioma, cioè il complesso delle comunità microbiche e del loro corredo genomico, per coltivare nelle aree desertiche e trasformare materie prime in alimenti di alta qualità o in mangimi più sani per animali

Ansa EPA/ALEKSANDAR PLAVEVSKI

Migliorare produttività, qualità e sostenibilità delle catene alimentari utilizzando il “microbioma”, cioè il complesso delle comunità microbiche e del loro corredo genomico. È questo l’obiettivo del progetto europeo SIMBA, finanziato dal programma Horizon 2020, al quale partecipano l’Enea e altri 22 partner tra aziende e istituti di ricerca europei, coordinati dal finlandese Natural Resources Institute (LUKE).

SIMBA (Sustainable Innovation of MicroBiome Applications in Food System) punta a sfruttare i microorganismi delle catene alimentari marine e terrestri per trasformare materie prime vegetali, come semi di colza, legumi e avena, in prodotti alimentari contenenti elementi benefici come vitamine, composti fenolici, acidi grassi e peptidi. Parallelamente saranno elaborati mangimi più sani per animali e si studierà la capacità del microbioma marino di favorire la coltivazione nei terreni della fascia costiera ad elevato contenuto salino, sfruttando dunque le zone desertiche altrimenti inutilizzabili in agricoltura.

Un altro obiettivo del progetto è quello di valutare come alimenti vegetali prodotti utilizzando microbi nelle diverse fasi produttive influenzino il microbioma intestinale, con l’obiettivo di migliorare lo stato di salute di persone affette da diabete o sindromi metaboliche.

Infine, grazie al carattere interdisciplinare del progetto e al coinvolgimento di Pmi, verranno prodotti su scala pilota colture microbiche adatte all'avviamento di una produzione di alimenti fermentati; saranno inoltre utilizzate le  biomasse prodotte dagli scarti agricoli a fini energetici.

"Enea - si legge in comunicaro - sarà responsabile della selezione delle comunità microbiche con attività di promozione della crescita delle piante da testare sulle colture agronomiche (frumento, granoturco, pomodoro e patata) anche 'sul campo' e della verifica della loro efficacia". La mappatura dei microbiomi associati alle catene alimentari marine e terrestri contribuirà alla creazione di una banca dati di microorganismi e del loro corredo genomico, di pubblica consultazione. Grazie all’utilizzo di metodi computazionali innovativi e alla valutazione preventiva degli effetti, verranno identificate inoltre le migliori combinazioni di microorganismi in grado di aumentare la qualità e la produttività della catena alimentare.

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